Chissà che non spunti «via Tortora»

Si apprende dai quotidiani genovesi dell’alleanza tra Verdi e Radicali italiani, in previsione delle prossime elezioni amministrative. Uno dei punti dell’accordo sembra essere l’intitolazione di una strada a Enzo Tortora. Sono passati almeno più di 12 anni da quando Vittorio Pezzuto, allora consigliere comunale della Lista Pannella, vide bocciata analoga proposta «grazie» all’opposizione dei partiti di sinistra. Alcuni anni dopo fu il sottoscritto, insieme ai militanti del club Pannella di cui allora ero il tesoriere, a riformulare la stessa proposta raccogliendo l’unanime adesione formale di tutti i capigruppo del consiglio comunale; peccato che a rendere esecutiva quella proposta fosse Luca Borzani, allora Assessore alla toponomastica, il quale ebbe la brillante idea, si fa per dire, di intitolare al noto presentatore genovese, morto di malagiustizia, il famigerato «bruco» di Brignole. Ovviamente ci opponemmo e credo non ci sia bisogno di spiegare perchè.
Chissà, forse adesso che i radicali italiani sono entrati nel salotto buono del potere e che, nella nostra città, arrivano a schierarsi con quella galassia di potentati economici e sociali, oltreché politici, che gravita intorno ai Ds e che un tempo non esitavano a definire «regime illiberale», non riescano nell’impresa. In fondo la sinistra vetero-ex-post comunista, da tempo ha «riabilitato» Silone, Pasolini e Sciascia; che sia giunto il momento anche di Enzo Tortora?
Riformatori Liberali
(candidato con la Lista Biasotti
per il Municipio 2, Sampierdarena
e San Teodoro)

Tortora? Perché no. In fondo, caro Brizzolara, lei citava la riabilitazione di Silone, Pasolini e Sciascia. Beh, a Genova quella stessa sinistra è riuscita a intitolare vie e piazzette più o meno visibili, più o meno importanti a un vecchio «nemico» come il sindaco Vittorio Pertusio, democristiano dei tempi in cui essere democristiani significava essere anticomunisti; o anche al cardinal Giuseppe Siri, cui Claudio Burlando ha dedicato addirittura un convegno. La maggioranza di sinistra qui ha trovato persino uno spazio per inaugurare piazza Josemaria Escrivà de Balaguer, il fondatore dell’Opus Dei. Non c’è mica problema a fare gli illuminati quando si tratta di persone che non ci sono più. Per questo bisognerebbe capire cosa mai ha combinato Enzo Tortora alla sinistra. Oppure forse è tutto molto semplice. Tortora, da morto, è ancora più ingombrante, più imbarazzante per la sinistra e per chi si strappa le vesti per ribadire che la magistratura è sacra e inviolabile, che ha sempre ragione. Sempre, anche quando, anzi soprattutto, quando sbaglia.
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