La chitarra di Diana Winter al Blue Note

Ce ne sono tante e tutte si ritagliano - più o meno meritatamente - il loro spazio. Parliamo delle cantanti che viaggiano sul filo del jazz.
Un terreno minato su cui si muovono le celebratissime Diana Krall e Madeleine Peyroux ma anche decine di artiste che si stanno creando un proprio spazio trasversale che dal jazz passa dalla canzone d’autore al soul raffinato di Norah Jones.
Tra le nuove leve si sta facendo strada Diana Winter, ventiduenne cantante e chitarrista fiorentina (di mamma austriaca e papà italiano) che stasera al Blue Note (un unico show alle 21.30 rispetto ai due spettacoli previsti normalmente) presenta in concerto il suo album Escapizm.
Prima di tutto è cantautrice; scrive i suoi brani e poi li colora con arrangiamenti raffinati e sostenuti dalla sua cordialità di fraseggio.
Un crocevia di soul e jazz ballad, un pizzico di swing, un piede nel folk e reminiscenze classiche danno il timbro alle sue canzoni, tra le quali spiccano la delicata September Song e per contrasto la grintosa Would You Let Me Alone.
Lei scrive testi e musiche (a tratti con la collaborazione di Fabio Balestrieri - produttore di artisti come Tom Jones - che produce il cd e suona la chitarra) e al suo fianco ci sono fior di artisti come l’anziano maestro dell’armonica jazz Toots Thielemans (strepitoso in September Song e Cruel), Mike Lindup al piano, Miles Bould alle percussioni.
L’album è lo specchio della sua vita, tra l’amore per Louis Armstrong e le Sonate di Chopin eseguite dalla mamma, tra lo studio di canto moderno e il gospel, tra l’andare avanti e indietro dall’Inghilterra e l’Italia. Il tutto visto attraverso la sua giovane sensibilità.