Chiude la A7, ma non c’è il piano di emergenza

Tra venti giorni Genova resterà isolata dal Nord Italia, ma pazienza. Le istituzioni non sembrano preoccuparsi. Ieri il caso della chiusura della Galleria di Monte Galletto sulla A7 è esploso ins eno alla commissione consiliare del Comune, istituita peraltro solo dopo esplicita richiesta del capogruppo di Forza Italia, Raffaella Dellabianca. Ieri era in programma l’incontro con i vertici della società autostrada. Sono arrivati due tecnici e si sono limitati a confermare che dal 5 al 25 novembre, salvo imprevisti, si chiuderà. «Ma come? Sono appena tornata da un incontro con il prefetto che ci ha rassicurato sul fatto che i lavori sarebbero stati rinviati a dopo Natale», interviene subito la Dellabianca, sorprendendo gli stessi tecnici che erano all’oscuro di eventuali novità. Ma non solo. L’affondo contro un blocco totale per non meno di 20 giorni dell’autostrada che collega la Liguria alla Lombardia è bipartisan. Vi partecipa anche Gianni Vassallo, dell’Ulivo, che fa notare come in Italia per molto meno si concede lo stato di calamità naturale. Giuseppe Murolo, di An, lancia l’idea: «La Vincenzi deve impegnare la Regione in questa battaglia. Claudio Burlando, anche visti i suoi trascorsi da ministro dei Trasporti, non può restare indifferente, deve prendere e andare a Roma a battere cassa». Ma per Burlando ci sono anche gli strali di Alberto Gagliardi, Forza Italia, che ricorda come sia anche e soprattutto sua la colpa della mancata realizzazione della «bretella» che avrebbe alleviato oggi i disagi.
L’elenco delle cose che non vanno si compila ad ogni intervento di consigliere comunale, e fa tremare i cittadini. Anche perché è condiviso, al di là degli schieramenti politici. Raffaella Dellabianca attacca l’assenza (fino quasi alla fine della commissione) dell’assessore competente e vicesindaco Paolo Pissarello. E pone il dubbio: «Se non finiranno entro i venti giorni, cosa accadrà? Andremo sotto Natale, un disastro. L’economia genovese e ligure andrà a rotoli». La questione economica è quella che sta a cuore anche a Murolo. «Ammesso che la situazione si risolva in venti giorni, nel frattempo chi pagherà, ad esempio i maggior costi di Trenitalia per i servizi sostitutivi? E i pullman? Non ci hanno detto nulla di tutto ciò, così come non ci è stato presentato un progetto informativo per gli utenti. Come, chi e quando comunicherà agli automobilisti la chiusura della A7? Ci hanno solo risposto che le informazioni verranno date da Isoradio. Assurdo». Alberto Gagliardi insiste sull’abbandono di una regione: «Completeranno l’opera di distruzione della nostra economia. Nessuno sembra in grado di dire una parola, nessuno interviene a Roma».