Chiude la bancarella di Mussolini e Craxi

In via Santa Margherita, a Cordusio, la bancarella dei libri è lì dagli inizi degli anni ’20. Ma questo sarà il suo ultimo Natale, perché Giuseppe Manusè, 76 anni, ha deciso di cessare l’attività. Dopo ben quarantotto primavere. L’aveva ricevuta in eredità nel 1962, dall’uomo cieco a cui era stata destinata subito dopo la guerra. «Allora - racconta Manusè - i tabacchi, i libri e altri tipi di commerci erano riservati ai ciechi, sia per dar loro un aiuto, sia perché avevano un certo tipo di sensibilità adatta a manipolare oggetti di pregio». Illustrati, rari, semplici, i libri di Manusé sono stati un angolo di volo e riflessione per la Milano che produce. Eppure alla bancarella di via Santa Margherita si sono fermati Benito Mussolini, Pietro Nenni, ai tempi in cui a San Sepolcro c’era il quartier generale del fascismo. Poi è stata meta di De Chirico, Montale, Tomizza, Bettino Craxi sempre in cerca di biografie su Giuseppe Garibaldi.
«Non mi costringa a dire i personaggi che venivano a spulciare le pagine del cuore, perchè è imbarazzante. La mattina vedevo passare Indro Montanelli, che dava un’occhiata di sbieco. Sapeva che comperavo Il Giornale. Mi dedicò attenzione solo il giorno in cui gli confessai di aver trovato alcuni titoli pubblicati da suo padre». Da quasi 50 anni Manusè, che ha solo la terza media ma ha imparato ad annusare la carta stampata come fa un gatto con la sua preda, riceve telefonate dai milanesi, va in casa loro e preleva i tomi che intendono cedere. «Non è vero che i libri non vengono più letti e non credo che i nuovi mezzi di comunicazione possano cancellare il piacere di manipolare un bel volume, che è un oggetto e pretende lo stesso tipo d’amore che chiedono le cose concrete. Sul computer diventa soltanto una parvenza. Vero è, invece, che è cambiato il giro del mercato. Nessun giovane vuole più fare il mio lavoro, perché costa sacrificio stare fermi sei giorni su sette. Le nuove generazioni preferiscono gestire la bancarella ambulante che fa i vari mercatini, dove il traffico del libro è in aumento, perchè è meno faticoso».
Vista la posizione, davanti alla bancarella di via Santa Margherita sono transitati e passano tutti i giorni gli ospiti del Comune, gli artisti della Scala e anche i prefetti dell’Ambrosiana, da Marcora a Ravasi. «Ricordo soprattutto monsignor Paredi perchè era appassionato dei gialli, scritti in francese o in inglese».
Ha mai subìto un furto? «Sì e ci penso ancora, perché fu molto doloroso. Mi sparì l’edizione del Gonin, 1940, dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Non me lo sono mai perdonato». Cosa ci sarà in via Santa Margherita col nuovo anno? «Non so - chiude Malusè - ma un posto così no. Io me ne starò tranquillo a casa a leggere i libri che ho messo da parte in questi anni».