Chiude il museo del rock e "regala" al Duomo 45mila euro per i restauri

I visitatori della mostra sono stati 400mila in cinque mesi. L’assessore Terzi: "Macché brutto, tutti lo vogliono, alle critiche rispondo con i numeri". La collezione diventerà un museo permanente

Quattrocentomila visitatori in cinque mesi e 45mila euro dritte nelle casse della Veneranda Fabbrica del Duomo, per dare linfa ai restauri della cattedrale. L’assessore agli Eventi Giovanni Terzi ribatte con i numeri a quanti, dall’inizio alla fine - ancora ieri si sono sprecate le polemiche in Consiglio comunale - hanno preso di mira la mostra dedicata al rock in piazza Duomo, che ha chiuso i battenti domenica. Una struttura che anche il collega all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, ieri definiva «invasiva, probabilmente con il nuovo regolamento per l’utilizzo della piazza non avrebbe più avuto il via libera», ma ne conferma «la bella finalità, tant’è che tutta la giunta l’aveva approvata». Al bando le polemiche, mentre i camion ieri portavano via i preziosi cimeli del rock, un viaggio attraverso la storia di miti come Jim Morrison, Elvis Presley, i Beatles o Jimi Hendrix (tutti messi a disposizione da Red Ronnie, che possiede la collezione privata più importante d’Europa), Terzi ha citato quanti tra il 18 ottobre e domenica scorsa hanno visitato la mostra o assistito agli eventi del Roxy Bar interno. Dei 400mila passaggi, in 60mila sono entrati al museo, 28mila pagando il biglietto intero - e un euro su 5 andava alla Fabbrica del Duomo -, 16mila il ridotto, 15mila scolaresche lo hanno visitato gratis. Altri 60mila hanno partecipato ai 40mila eventi organizzati nel corso dei 5 mesi. Tra i passaggi illustri ricorda quello di Jovanotti, o la sorella di John Lennon (Julia Baird), un Bob Geldof «colpito dal valore dei documenti esposti, tanto che ha affermato che la mostra che stanno preparando a Londra non ha certo la stessa quantità e qualità». L’interesse manifestato all’estero da città come Seattle, ma anche «in casa» da Roma, fanno dire all’assessore che «bisogna correre per non farsela strappare». La mostra del rock lascia piazza Duomo ma non Milano: tornerà come museo permanente alla Fabbrica del Vapore, è l’intenzione, ma «se servirà troppo tempo allora valutiamo anche altre sedi, e prestigiose».
Eppure, ancora ieri in aula il consigliere di An Giovanni Bozzetti lo ha definito «un obbrobrio, mi chiedo come si sia permessa l’installazione». Il presidente dell’aula Manfredi Palmeri l’ha definita «troppo invasiva e esposta per troppo tempo, no ai “mostri” nei luoghi di pregio». Terzi ribatte che «l’obiettivo è sempre quello di migliorare, ma ci sono passate 400mila persone, abbiamo aiutato la Fabbrica del Duomo, per me è un successo». Conferma invece l’obiettivo di usare la piazza solo per concerti di alto livello, ma anche di ravvivare il centro, evitando che scatti il coprifuoco dopo le 20: «Dobbiamo allungare gli orari, almeno in Galleria».