Chiude il portale italia.it Un fiasco da sette milioni

Disattivato il portale che doveva pubblicizzare l'Italia nel mondo. Il Codacons: "Faremo un esposto alla Corte dei Conti per verificare eventuali sprechi di denaro pubblico". Rutelli ribatte: "Non ci ho speso nemmeno 10 centesimi"

Roma - Il portale www.italia.it, presentato dal ministro per i Beni culturali, Rutelli alla Bit 2007, e che doveva essere la vetrina turistica del Paese nel mondo, dopo una serie di peripezie è stato definitivamente chiuso. Lo ha confermato Ciro Esposito, capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica. Intanto il Codacons fa sapere che presenterà un esposto alla Corte dei Conti.

"A ottobre il ministro per i Beni culturali Rutelli - ha spiegato Esposito - disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere a un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura. Ora si dovrà decidere come procedere". Dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi, in due anni e mezzo, circa 7 per la costruzione e la gestione. "Ci sono dunque tutte le risorse per riprendere il lavoro - ha proseguito Esposito - bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore".

"Le decisioni sono state prese dal governo nazionale, ovvero dai ministeri di Rutelli e Nicolais", ha detto l’assessore della Regione Liguria Margherita Bozzano, che è responsabile dei contenuti del portale per le Regioni. Per il 23 gennaio è programmato un incontro tra alcuni assessori regionali al Turismo e il ministro per l’Innovazione tecnologica Nicolais. "Vogliamo avere i 21 milioni - spiega Bozzano - che le Regioni, pur avendo in gran parte approvato i progetti relativi ai contenuti da inserire nel portale, non hanno mai ricevuto". Infatti, secondo quanto si è appreso, non è mai stato fatto il decreto di trasferimento di questi fondi alle tesorerie delle Regioni.

Nei mesi scorsi Rutelli aveva detto di aver trasmesso alla Corte dei Conti tutti gli atti relativi al portale Italia.il. Intervenendo alla commissione Industria al Senato, nel corso di una audizione, in novembre, lo stesso vicepremier aveva annunciato che la procura generale della Corte dei Conti avrebbe indagato su tutti gli atti che riguardano la costituzione del portale italia.it. Rutelli aveva detto di aver trasmesso all’organo di controllo tutti gli atti nella sua qualità di "pubblico ufficiale". E già in precedenza, nel corso dell’inverno scorso, il portale era stato più volte al centro di critiche da parte di utenti e di operatori del mondo del turismo che ne avevano messo in luce una serie di errori e di omissioni.

Il Codacons presenterà un esposto alla Corte dei Conti. "Il portale aveva lo scopo di pubblicizzare e valorizzare il turismo in Italia - afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - un sito costato la bellezza di 7 milioni di euro, soldi pubblici investiti per un portale ora inutilizzabile". Proprio per questo il Codacons chiederanno alla Corte dei Conti di aprire un'indagine per accertare come siano stati spesi nel dettaglio questi 7 milioni di euro e quali vantaggi concreti il portale abbia portato al turismo italiano. "Solo così - conclude Rienzi - sarà possibile verificare eventuali sprechi di denaro pubblico". Ma il ministro Rutelli ha subito fatto sapere di "non aver speso né impegnato neanche 10 centesimi per quel sito". E ha aggiunto: "E' stato il governo precedente ad averlo varato e io mi sono preso solo la responsabilità di non gettarlo subito via. Abbiamo provato a farlo funzionare, le abbiamo tentate tutte, ma era un progetto non salvabile".