Chiudere le attività amiche dei criminali

(...) costruendosi un quartiere su misura, dove spadroneggiare a cacciare via gli ultimi negozi italiani rimasti, scoraggiando le persone ad abitare in via Padova. Un mondo a parte, dove ormai ci si comporta come ci trovassimo in un Paese straniero, rispettando e riverendo l'ospite, mentre quest'ultimo ti prende a calci in faccia. Mi dispiace per i benpensanti, ma io ho deciso di non farmi colonizzare e ho potuto constatare con mano, nel corso di tutti i sopralluoghi che ho effettuato negli ultimi anni, che come me ci sono tante altre persone oneste che la pensano a mio modo. Residenti esausti che sono scesi in piazza e hanno gridato il loro sdegno. Come biasimarli? Perché è inammissibile che da qualche capannone sbuchino continuamente moschee e quant'altro, senza alcun permesso e in violazione di tutte le norme esistenti in questo Paese. In via Padova succede anche questo, rischiando di espandersi come un virus letale, che lentamente uccide la nostra identità. Chiudere i luoghi di culto abusivi è uno dei pilastri centrali per convivere con queste persone, così come è necessario intensificare il controllo sugli esercizi commerciali e laddove vi siano coperture per la criminalità e il reclutamento di terroristi queste vanno immediatamente chiuse. Nessuno sconto, perché lo sanno solo i residenti di via Padova cosa significa vivere barricati nelle proprie case per non essere insultati o aggrediti. Perché, in fondo, nessuno è obbligato a restare in Italia e soprattutto in Lombardia, allontanando così chi non è più un ospite gradito.
*assessore regionale
Territorio e Urbanistica