«Chiudere gli sportelli-casa municipali gestiti da Action»

Basta con gli equivoci e con la tolleranza nei confronti di chi non rispetta le regole: questo il senso delle critiche indirizzate al sindaco Veltroni dal centrodestra all’indomani della chiusura dell’inchiesta giudiziaria su Nunzio D’Erme, Guido Lutrario e altri dieci appartenenti ad «Action», che ora rischiano di finire sotto processo con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al compimento di delitti contro il patrimonio immobiliare altrui. Il deposito degli atti da parte dei pm Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, ha indotto l’opposizione in Campidoglio a chiedere al sindaco di troncare ogni rapporto con i «disobbedienti».
«Chiedo l’immediata chiusura degli sportelli aperti da Action in alcuni immobili nei municipi III e X - ha detto il capogruppo di An Sergio Marchi -. Svolgono, di fatto, un’attività relativa all’emergenza abitativa che compete, esclusivamente, all’ufficio speciale casa del Comune di Roma».
«Il pronunciamento della magistratura - ha continuato Marchi - chiarisce una volta di più la natura e gli scopi di questa cosiddetta associazione e sottolinea l’agire di Action al di fuori della legge, come noi abbiamo sempre sostenuto. Chiediamo che Veltroni intervenga in Consiglio comunale dichiarando ufficialmente la rottura tra Action e qualunque livello amministrativo comunale. Che si faccia definitiva chiarezza non solo sulla legalità di queste azioni, ma anche sulla certezza del diritto di migliaia di cittadini che non hanno la forza di occupare illegalmente gli immobili e che per questo rischiano di non vedere soddisfatto il loro diritto alla casa».
«C’è un fallimento totale da parte dell’amministrazione di centro-sinistra a Roma, Rutelli prima e Veltroni poi - ha rincarato la dose Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An in Provincia - in merito alla pianificazione di soluzioni adeguate per risolvere il problema della mancanza di alloggi popolari. Il tutto si aggrava con il noto metodo di lotta, sempre di sinistra, intrapreso con le azioni di Action e no-global di cui la Procura di Roma ha dato un giudizio di carattere legale».