«Chiudete quella discarica»

Giuseppe Taccini

Un tavolo di confronto tra Regione, Comune, Municipi XV e XVI, aziende che gestiscono il ciclo dello smaltimento e comitati di cittadini per definire l’annosa questione dei rifiuti a Roma. A chiederlo, con una certa insistenza, è l’associazione «Le Città di Roma» che al riguardo ha inviato una lettera al sindaco Veltroni e al presidente Marrazzo, ponendo sul piatto della bilancia una serie di richieste. In primo luogo, i cittadini sostengono la riduzione della quantità di rifiuti attraverso una legge regionale che regoli alla fonte gli imballaggi e gli involucri delle merci destinate al consumo. In seconda battuta, occorre rilanciare la raccolta differenziata attraverso campagne di informazione capillari che spieghino ai cittadini la metodologia di raccolta e i mezzi a disposizione per applicarla con facilità. Un sistema quello differenziato ben distante, almeno per ora (le percentuali si attestano intorno al 18%) dall’obiettivo del 35% fissato dal decreto Ronchi. Ma comunque, pur rispettando le percentuali di smaltimento, rimarrebbero, secondo i calcoli fatti dall’associazione, da eliminare altre tremila tonnellate di rifiuti al giorno. Quello che però più preme ai residenti dei municipi XV e XVI e a «Le Città di Roma», che in questo caso ne rappresenta gli interessi, è la chiusura della discarica di Malagrotta e la trasformazione in grande parco urbano. «Da anni ci battiamo per la chiusura dell’impianto, ormai incompatibile con l’esigenza di riqualificazione del territorio richiesta dai cittadini di Aurelia e Magliana» spiegano i responsabili dell’associazione.
Un raggio di luce in questa vicenda è giunto dalle due recenti ordinanze firmate dal commissario delegato per l’emergenza ambientale con cui si autorizza, nelle aree della discarica, la realizzazione di un impianto di distruzione e valorizzazione dei rifiuti, il cosiddetto «gassificatore». Un evento che l’associazione considera positivo sia per la tecnologia scelta che è considerata tra le più sicure perché esclude la formazione di diossina e altre sostanze inquinanti, sia perché la realizzazione di tale impianto è considerato un primo passo verso la chiusura della discarica. «Occorre però installare, oltre a quello di Malagrotta, anche un altro gassificatore - commentano da Le Città di Roma -. E questo perché la raccolta differenziata non basta a smaltire le tremila tonnellate al giorno di rifiuti tal quali». È dunque illusorio pensare che l’alternativa all’interramento dei rifiuti in discarica sia rappresentata dal differenziato. «Metà dei rifiuti, consistenti in 1.500 tonnellate, verranno trasformate nei due impianti di trattamento di Malagrotta. Per quello che riguarda l’altra metà che dovranno essere trasformate negli impianti di trattamento gestiti dall’Ama a Salaria e Rocca Cencia, è necessario prevedere un secondo gassificatore poiché quello alla Magliana può smaltire fino a 500 tonnellate al giorno».