Chiusa l’indagine per gli anti Silvio

Un avviso di conclusione delle indagini per l’inchiesta sugli scontri al comizio di Silvio Berlusconi a Savona dell’8 aprile scorso.
Così il procuratore capo della Repubblica di Savona, Vincenzo Scolastico, ha chiuso l’inchiesta relativa a dodici manifestanti, tutti di età compresa tra i 21 e i 26 anni, accusati di aver disturbato il comizio del presidente del Consiglio organizzato in piazza Sisto IV davanti al Comune. Il giorno del comizio ligure dell’attuale presidente del Consiglio il gruppo di giovani si era avvicinato al palco dove Berlusconi ha tenuto il comizio con nasi da pinocchio e cartelloni di protesta nei confronti del leader del Pdl. Seguiti a distanza dai poliziotti erano anche venuti in collutazione con loro quando hanno tentato di «sfondare» verso il palco.
I giovani sono accusati di avere, in concorso tra loro e con l’ aggravante di essere in numero superiore a cinque, «turbato una riunione di propaganda elettorale» urlando e intonando slogan contro alcuni candidati; di aver organizzato una riunione in luogo pubblico senza il richiesto preavviso al questore; di non aver obbedito all’ordine di disperdersi, impartito dal responsabile dell’ordine pubblico in piazza.
Per uno degli indagati è ipotizzato anche il reato di violenza a pubblico ufficiale per aver aggredito gli agenti della polizia, mentre per altri quattro viene ipotizzata l’accusa di aver indossato sul volto un naso finto che ne rendeva difficoltoso il riconoscimento.
Sull’episodio sono intervenuti anche i consiglieri provinciali del centrodestra a Savona secondo i quali i giovani finiti nel mirino della magistratura erano coordinati da alcuni adulti che gli avrebbero spiegato come muoversi. «Quei ragazzi- scrivono in una nota Rosavio Bellasio, Livio Bracco e Roberto Nicolick- rischiano di pagare al posto di altre persone che ne coordinavano le azioni, gestivano la loro strategia. Suggeriamo al giudice di esaminare con attenzione anche e soprattutto il comportamento istigatore di questi “cattivi maestri” che incitavano il gruppetto a turbare un libero comizio».