Chiuse le liste della Cdl Ci sono tutti i «big»

Il premier e Tremonti per Fi. An con Fini e Mantica; la Lega con Bossi e Castelli. Per l’Udc Casini e Buttiglione

Sabrina Cottone

Sono finalmente sicuri i nomi dei candidati della Cdl alle politiche del 9 aprile. E con la nuova legge elettorale, che prevede liste bloccate, è un po’ come dire: ecco chi saranno i futuri parlamentari. Tra le sorprese l’assenza del leghista Roberto Calderoli in Lombardia e il passaggio di Lino Guaglianone da An a Alternativa sociale con la Mussolini.
Forza Italia. Silvio Berlusconi è il capolista in tutte e tre le circoscrizioni della Camera, sempre seguito da Giulio Tremonti. Nelle posizioni alte Paolo Romani, Maurizio Lupi, Luigi Casero, Francesco Colucci e Maurizio Bernardo. Tra le donne sicure in Lombardia Stefania Craxi e Chiara Moroni, di area socialista, il sottosegretario Valentina Aprea, la coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini, e l’ex moglie di Paolo Berlusconi, Mariella Bocciardo. Posizioni meno favorite per gli uscenti Dario Rivolta, Fabio Minoli, Alberto Di Luca e Michele Saponara. Al Senato, come deciso, il numero uno è Roberto Formigoni e il numero tre Ombretta Colli. Tra gli «ospiti» il segretario della Dc, Gianfranco Rotondi, e gli azzurri in arrivo da altre Regioni Nitto Palma (Veneto) e Luigi Grillo (Liguria). «Il lavoro è stato pesante perché questa legge elettorale riduce i parlamentari proprio dove Forza Italia è più forte, come in Lombardia» spiega la coordinatrice Gelmini. E aggiunge: «Berlusconi intende far rispettare la regola dell’incompatibilità per sottosegretari e ministri. Così, se vinceremo, diventeranno parlamentari anche candidati che non sembrano in posizioni particolarmente buone». In Lombardia uno sono candidati i coordinatori nazionali Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, oltre che Berlusconi e Tremonti. E anche se ogni decisione è prematura, è tutt’altro che escluso che possano optare per altre circoscrizioni.
An. Gianfranco Fini è il numero uno, come in tutta Italia. A seguire subito dopo il presidente dei deputati, Ignazio La Russa, e il portavoce nazionale del partito, Andrea Ronchi. Poi la capogruppo provinciale Paola Frassinetti e al quinto posto il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Dovrebbe essere «dentro» anche Pietro Armani, presidente della Commissione Lavori Pubblici alla Camera. Molto incerta, invece, la riconferma degli uscenti Pierfrancesco Gamba e Gian Paolo Landi. Come annunciato, al quinto posto nella lista per il Senato l'ex velocista Marisa Masullo. Capolista per Palazzo Madama è il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, seguito dai parlamentari uscenti Alessio Butti, Giuseppe Valditara, Stefano Losurdo e Antonino Caruso. Non correrà invece, per la prima volta, Franco Servello, storico rappresentante della destra milanese. Tra gli esclusi dell’ultima ora anche Lino Guaglianone, che aveva già dato il via alla campagna per Fini premier e invece all’ultimo momento è passato nelle liste di Alternativa sociale di Alessandra Mussolini.
Lega. Sarà Roberto Castelli il capolista della Lega al Senato in Lombardia, mentre l’ex ministro bresciano Roberto Calderoli correrà fuori dalla Regione, come numero uno al Senato in Piemonte e poi in Emilia e nelle Marche. Umberto Bossi è ovunque il capolista alla Camera, a seguirlo in Lombardia uno Giancarlo Giorgetti, in Lombardia due Roberto Maroni e in Lombardia tre Andrea Gibelli. Ben piazzato anche Massimiliano Orsatti: il giovane coordinatore provinciale potrebbe entrare in Parlamento nel caso di un buon risultato lumbard.
Udc. È Rocco Buttiglione a guidare la lista dell'Udc per il Senato. Lo seguono Luca Marconi e Graziano Maffioli. Alla Camera è schierato in testa Pierferdinando Casini. I capilista dopo il presidente dell’Udc sono Bruno Tabacci in Lombardia uno, Lorenzo Cesa in Lombardia due e Michele Vietti in Lombardia tre.