Chiusi due magazzini e un ristorante in via dell’Omo

Su cinque attività commerciali gestite da cittadini cinesi, controllate dalla polizia, quattro sono state poste sotto sequestro per motivi di sicurezza e per gravi violazioni delle norme igienico sanitarie. Otto cittadini cinesi sono stati accompagnati all’ufficio immigrazione per inottemperanza al decreto di espulsione. È il bilancio di una vasta operazione di controllo effettuata dalla squadra amministrativa del commissariato Prenestino diretto da Antonio Franco, e dal VII gruppo della polizia municipale, nella cosiddetta Chinatown a via dell’Omo. La denuncia in stato di libertà per impiego nell’attività lavorativa di stranieri irregolari e per aver tratto ingiusto profitto dalla condizione di illegalità degli stranieri favorendone la permanenza sul territorio nazionale è scattata per i due amministratori dei magazzini, cinesi di 30 e 37 anni. Nei locali, infatti, sono stati identificati otto loro connazionali senza documenti, clandestini, sorpresi a scaricare merce (come scarpe e borse, sulle quali si stanno facendo accertamenti) da tir e a sistemarla nei magazzini. I locali sequestrati, erano usati anche come alloggio per i lavoratori clandestini, con aree adibite con lettini e bombole del gas. Denunciato in stato di libertà anche un cinese di 33 anni perché nel ristorante da lui gestito sono stati trovati nei frigoriferi cibi già cotti e in pessimo stato di conservazione. Durante le verifiche sono state controllate 23 persone, di cui 13 cinesi, due ungheresi, due romeni, sei italiani.
Nella zona di San Giovanni, invece, circa 60 chilogrammi di prodotti alimentari, carne e pesce, trovati in tre ristoranti cinesi, sono stati sottoposti a sequestro preventivo durante un controllo degli agenti del locale commissariato in collaborazione con il IX gruppo della polizia municipale, per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie negli esercizi pubblici e circoli privati. La merce era in pozzetti surgelatori e priva di involucro o etichettatura che ne facesse desumere la specie scientifica, la provenienza, la data di confezionamento e di scadenza.