Chiuso canile lager: in manette il titolare

Celle sporche, cibo ammuffito, vaccini congelati o scaduti

Gioia Locati

Novanta cani costretti a vivere in celle sporche, con i pozzetti aperti e le inferriate arrugginite. Un ambulatorio veterinario improvvisato, l’armadietto delle medicine zeppo di confezioni scadute. E i vaccini congelati anziché conservati a 5 gradi come previsto per legge. Ma non è tutto quello che le guardie zoofile dell’Enpa e i carabinieri di San Donato hanno trovato all’interno del canile «Millefiori» di Peschiera Borromeo. Le confezioni di cibo ammuffito rappresentavano il «piatto forte» della dispensa. E fra gli oggetti d’arredo gettati alla rinfusa, alcuni collari elettrici che danno una scossa alla gola del cane al primo abbaiare o al comando del padrone. Il canile è stato chiuso sabato scorso subito dopo la perquisizione su disposizione del magistrato. In carcere, a Lodi, è finito il titolare, Giorgio Ferrandi, 58 anni. I militari hanno trovato nella sua abitazione due carabine, una delle quali dotata di mirino a cannocchiale per il tiro di precisione e munita di silenziatore, una pistola poi risultata rubata e numerose munizioni, il tutto detenuto illegalmente. Fra le accuse anche quella di maltrattamento di animali che da sola però lo avrebbe lasciato a piede libero. Alcune bestiole sono state per il momento affidate alla figlia di Ferrandi, le altre (una quarantina) al canile municipale di Milano in attesa di essere assegnate a un’altra struttura convenzionata. Sì perché questo canile «lager» era uno dei tre che da due anni aveva vinto la gara d’appalto con Palazzo Marino per accudire i «randagi» milanesi. Per il mantenimento di questi cani il Comune ha sempre versato una cifra pari a 3,40 euro al giorno per ogni quattrozampe («soldi che servivano per le spese di ricovero, mantenimento e vaccinazioni - hanno precisato al Settore Ambiente - e non per le cure veterinarie»). Oltre ad essere un canile-rifugio la struttura di Ferrandi era anche una pensione.
Il blitz di sabato scorso è stato autorizzato dal pm Sergio Spadaro dopo le numerose segnalazioni arrivate all’Enpa soprattutto negli ultimi mesi: «Chiunque avesse portato animali al Millefiori ci contatti perché ogni testimonianza può essere utile alle indagini» ha lanciato un appello Ermanno Giudici, capogruppo delle guardie dell’Enpa. Nell’accusa di maltrattamento ha il suo peso il ritrovamento dei collari che danno la scossa: «Funzionano a pila - ha spiegato Giudici - si potrebbe pensare che siano oggetti innocui. Invece posso testimoniare che danno una scossa dolorosa, io l’ho provato sul braccio, figuratevi alla gola».