Chiuso il caso Massa, il vero dramma è in casa McLaren

Lo scorso gran premio, in Malesia, poteva già essere così: doppietta Ferrari, anche se con Raikkonen davanti a Massa. Dalle ceneri di quell'errore di Felipe, da una specie di ex-caso Massa, ecco nascere qui in Bahrein il super-Pippo brasiliano che stanga tutti dopo pochi metri di gara, tappa la bocca dentro e fuori i box, sbatte la porta ai potenziali suoi sostituti subito comparsi negli angoli delle voci di questo pettegolo e cattivo mondo formula 1. Questo gran premio però è stato in ogni caso rivoluzionario, ben al di là della scontata doppietta Ferrari. Cerchiamo di leggerlo insieme. Il box Ferrari non ha voluto correre rischi: ha fermato per primo Raikkonen e pure alla seconda sosta il primo ad entrare è stato di nuovo lui. Segnale di fiducia dal muretto all'emotivo Massa, che ha capito così che nessuno lo voleva penalizzare a favore del suo compagno di squadra, come ipoteticamente successo in Malesia. Ferrari al galoppo dunque, con la conferma ora che ambedue i piloti sono maturi e pronti per scappare appaiati nel mondiale. La maturità di Raikkonen, però, con il suo tranquillo secondo posto e leadership mondiale dopo 3 gare, non lascia dubbi in casa Maranello, ed in casa avversaria, di chi sia il più predestinato al titolo 2008. Il Bahrein ha chiuso l'ex-caso Massa, ma ne ha aperto uno chiaro e folgorante Hamilton; in McLaren hanno ora di che preoccuparsi. Il loro pupillo è andato in tilt, non solo agonisticamente, ma anche psicologicamente. Oltre all'impatto senza motivazione con il povero Alonso, ha continuato a gesticolare ad ogni sorpasso riuscito, senza far capire se si lamentava o... parlava con se stesso. Nella sua testa c’è qualcosa che non quadra. A lui ed alla McLaren manca forse un pilota papà come era Alonso lo scorso anno. A questo problema umano di nome Hamilton se ne aggiunge uno agonistico «pesante», chiamato Bmw, che va come una bomba gara dopo gara, con due piloti tranquilli, umili e modesti. Insomma, la presunzione della McLaren, che ha puntato tutto su Hamilton, lo ha affiancato con un buon pilota, ma non campione, come Kovalainen, ha dato per scontato che tale pacchetto fosse più che sufficiente per battere la Ferrari, sta perdendo i colpi. Fortunatamente per noi a tutto vantaggio dei nostri colori e dello spettacolo della Formula 1.