Chiuso il fortino della droga, 28 arresti

Quando hanno visto i carabinieri hanno tentato l’ultima disperata mossa: sciogliere i cinque pitbull di guardia alla riserva di droga. Ma i militari si sono presentati con gli accalappiacani e sono riusciti a bloccare gli animali, espugnare il «fortino della droga» di via Segantini e arrestare 28 spacciatori. Riportando la legalità all’ex Sieroterapico, da cinque anni rifugio di pusher e clandestini.
L’irruzione conclude un’operazione iniziata a giugno 2007 quando i carabinieri della compagnia di Porta Magenta, diretti dal capitano Vittorio Stingo, avevano iniziato a contrastare lo spaccio in zona Navigli, puntando in particolare sull’ex Sieroterapico, un edificio fatiscente, privo di luce e acqua, dove decine di tossicodipendenti andavano a rifornirsi quotidianamente. Dopo una trentina di arresti, gli investigatori si erano però accorti che i pusher venivano subito rimpiazzati. Così hanno cambiato tattica, montato una serie di telecamere nei punti strategici e si sono messi in osservazione.
È stato così possibile documentare il traffico e identificare la banda. Scoprendo che al vertice dell’organizzazione c’erano sette egiziani che compravano eroina, dagli albanesi, hashish, dai marocchini, e cocaina, da vari fornitori. Poi la cedevano ai «cavallini» che in cambio di vitto e alloggio e un mensile rifornivano i tossicomani. Con una particolarità: agli eroinomani, i meno affidabili, veniva imposto di consumare la droga all’interno della cascina per evitare che, intercettati dai carabinieri, potessero fare il nome del venditore. Venditore che spesso in cambio di droga chiedeva «favori», indifferentemente di tipo etero e omosessuale. Proprio nel corso dell’irruzione, i carabinieri hanno trovato una ragazza di 25 anni nello stesso puzzolente giaciglio di un marocchino. Graziosa e ben vestita, è risultata figlia di un funzionario di banca.
Ieri all’alba dunque l’irruzione, durante la quale i militari hanno dovuto affrontare anche cinque pitbull, i guardiani dello stupefacente che di notte veniva nascosto nello loro gabbie. L’evenienza era stata prevista e i militari si sono presentati due accalappiacani, non riuscendo però a bloccare gli animali. Anzi, un carabiniere e una guardia zoofila venivano pure morse. Con l’arrivo dei rinforzi le cinque bestie sono state catturate e affidate al servizio veterinario dell’Asl. Dentro le loro «cucce» è stato trovato un etto di sostanze varie, quantità sufficiente per un giorno, visto che i clienti erano mai meno di 100/150: il grosso è ancora imboscato da qualche parte. In cella 20 trafficanti e pusher, quasi tutti egiziani e qualche marocchino. Altri 8 complici sono stati poi individuati e arrestati in alcuni appartamenti di via Gola, da dove rifornivano i clienti migliori. Dentro e attorno alla cascina vivevano anche un’altra quarantina di nordafricani e una cinquantina di peruviani, tutti clandestini, finiti in questura per fotosegnalazione e successiva espulsione.