Chiuso il mercatino: una volta c’era Ronaldo adesso Pazienza

A gennaio solo scambi di secondo piano: il centrocampista viola va a Napoli, Makinwa a Reggio. E Caracciolo preferisce Brescia a Torino

Si vede che anche procuratori e dirigenti si sono stancati della retorica. E piuttosto di rileggere per l’ennesima volta di «botti di fine mercato», si sono impegnati nel mettere a segno solo affari che - più dei triti e ritriti “colpi” - sembrano dei buffetti. E così si assiste all’eutanasia di un mercato invernale che non ha «riparato» granchè.
Già, perché il miglior talento sbocciato a gennaio, Pato, era già stato comprato in estate. E il nome più altisonante, Momo Sissoko, viene da sole 9 presenze in Premiership con il Liverpool.
Abbastanza significativo è il fatto che a far scrivere e discutere sia stato soprattutto il «Caso Bianchi» tra Manchester City, Torino e Lazio. Un triangolo da educande, se paragonato a quello che nel gennaio 2004 portò ai ferri corti Moratti e Moggi per la firma di Stankovic. Oggi la firma birichina è quella di Tullio De Melo, brasiliano dal cognome fruttifero conteso da Parma e Palermo.
Insomma, mercatino natalizio, più che altro. Si diceva di Rolando Bianchi, riuscito nell’impresa di far scucire le «piotte» al presidente Lotito. Un acquisto importante, ma leggere di «Lazio scatenata» di fronte all’acquisto dei difensori Radu e Rozenhal e al ritorno di Dabo fa pensare con nostalgia ai tempi in cui a Formello arrivava gente come Crespo, Veron e Vieri.
Il resto è poca cosa. Stendardo alla Juve fa il pari con Boumsong. E il paffuto Maniche - nazionale portoghese - sarà più simile al talento del primo Rui Costa o alla flemma dell’ultimo Paulo Sousa? Alla Fiorentina arrivano Papa Waigo, Cacia e Da Costa dal Psv; al Palermo Balzaretti e Cani del Pescara. Fichi secchi in attesa delle nozze.
Più attive le piccole. Lucarelli al Parma è uomo che sposta gli equilibri, Brienza e Makinwa alla Reggina sono pezzi interessanti; Jeda e Storari a Cagliari non sono da sottovalutare; Riganò è garanzia di gol per il Siena, Criscito al Genoa ha già fatto bene. Le perplessità però non mancano: al Napoli che prometteva fuochi d’artificio è arrivato mezzo Brescia (Mannini e Santacroce), un portiere semisconosciuto (Navarro dell’Argentinos Juniors) e Pazienza. Spesa da 20 milioni. Il Catania si porta a casa un vice campione del mondo come il difensore Silvestre del Boca Juniors; al Livorno spunta tale Sidney, brasiliano dal cognome australiano. E se un po’ mancheranno alle cronache le mattane di Adriano, finito al San Paolo, di certo la serie A sopravviverà alla perdita di Grimi (ex Milan, allo Sporting Lisbona), Scaloni (dalla Lazio al Maiorca) e Barusso (dalla Roma al Galatasaray).
Se il Vicenza in B è scatenato (Andreolli e Fortin, oltre a Zampagna), a vincere l’oscar dei delusi è il Torino. Il problema era l’attacco sterile. Morale? Il deludente Di Michele è rimasto, Bianchi è sfumato, Caracciolo ha preferito scendere in B al Brescia. E in granata sono arrivati dal Palermo gli esterni Pisanu e Diana. Non esattamente due goleador.
Insomma, l’anno scorso a gennaio arrivava Ronaldo. Oggi si parla di Comotto che ci ripensa e rimane al Torino e di Vujadin Savic, ultimo acquisto del mercato, dalla Stella Rossa al Brescia.
Tifosi, siete delusi?
Pazienza...