Chivasso, operaio schiacciato da una pressa

Ieri notte Antonio Stamondimoli, 37enne di Lombriasco, stava
lavorando nella ditta di stampaggi Mac quando è
stato schiacciato da una pressa meccanica. Inutile l'intervento del 118. Indette otto ore di sciopero dai sindacati

Torino - Ancora una morte sul lavoro nel torinese. La vittima è un operaio italiano di 37 anni dipendente della Comao, che, poco prima della mezzanotte di ieri, stava effettuando dei lavori di riparazione ad una pressa all’interno della Mac di Chivasso (in provincia di Torino), una ditta di stampaggio per diverse case automobilistiche, tra cui anche Fiat e Lancia.

La vittima L’uomo, Antonio Stamondimoli, di Lombriasco (To), stava lavorando nella ditta di stampaggi Mac di Chivasso, quando è stato schiacciato da una pressa meccanica. Soccorso dal 118, per lui non c’è stato però nulla da fare: l’uomo è stato colpito mortalmente allo stomaco da un cuscinetto che si è rotto mentre lui stava lavorando accanto alla pressa. È stato soccorso in un primo momento dai colleghi e poi i medici del 118 hanno tentato inutilmente di rianimarlo. Sulla vicenda indagano i carabinieri che sono ancora all’interno dell’azienda insieme ai vigili del fuoco.

Otto ore di sciopero Otto ore di sciopero sono state indette dai sindacati nella ditta Mac di Chivasso. Lo sciopero riguarda anche altre aziende del Polo di Chivasso e lo stabilimento Mac di Cascine Vica. La Mac di Chivasso conta circa 500 dipendenti. Si tratta di un grosso gruppo di stampaggio internazionale che nel mondo conta 15-20 mila addetti. "Sarà la magistratura ad accertare le eventuali responsabilità in questa morte - ha dichiarato il segretario della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo - ma quello che al momento si può osservare è che quasi tutti incidenti avvenuti nel torinese si sono verificati in un contesto in cui gli impianti lavorano a ciclo continuo, cioè non si devono mai fermare. Quest’operaio è morto nelle prime ore del turno ed è morto per far ripartire una macchina. Sta andando tutto troppo veloce - continua Airaudo - le macchine non si devono mai fermare, i lavoratori devono essere costantemente a disposizione: è in atto una mercificazione del lavoro. Bisogna rimetere gli esseri umani al centro, cioè rallentare questo ciclo. E naturalmente accertare - ha concluso - se le manutenzioni ordinarie e straordinarie erano state fatte in modo corretto sulle macchine".