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Vedi Hernan Crespo e pensi a Diego Armando Maradona. Il paragone potrebbe sembrare dissacrante, forse lo è perché mettere sullo stesso piano il più grande giocatore di sempre (insieme a Pelè) al gaucho di Inter vestito è un qualcosa di inimmaginabile che rasenta la bestemmia. Eppure da ieri Crespo è fianco a fianco al pibe de oro nella classifica dei cannonieri della nazionale argentina: l’ha infatti raggiunto a quota 34 al secondo posto, mentre al primo, lassù, irraggiungibile, c’è Gabriel Omar Batistuta, l’ex fiorentino-romanista-interista che con la maglia biancoceleste della nazionale ha realizzato più gol di tutti, la bellezza di 56 gol.
È stata la doppietta messa a segno in Venezuela allo stadio Maracaibo contro gli Stati Uniti, nella prima partita di Coppa America, a lanciare Crespo così in alto. «Alla fine è andato tutto bene», le parole di Crespo che non si è reso subito conto di aver effettuato un’impresa affiancando il suo idolo, il calciatore esempio per tutti gli argentini che tirano calci al pallone. Anche perché il match contro la nazionale stars and stripes era cominciato in salita, visto il vantaggio degli Usa dopo 8’ con il rigore trasformato da Eddie Johnson. A risollevare i sudamericani ha provveduto immediatamente l’interista, a segno all’11’ sugli sviluppi di un calcio di punizione.
Ma «Valdanito», così è soprannominato Crespo, non si è fermato lì e al 63’, su suggerimento dorato del fenomeno Messi, ha trovato il gol con un destro vincente. In quel momento è sembrato che a far festa fosse l’Inter e non la nazionale argentina, la differenza era solo nel colore della «camiseta» perché la valanga di gioia che ha travolto Crespo vedeva in pole position capitan Javier Zanetti, Esteban Cambiasso (new look anche per lui, pelato) e anche l’ex Juan Sebastian Veron, 32 anni ma sempre tra i migliori centrocampisti. A chiudere la partita ci hanno pensato poi Aimar al 78’ e all’85’ Tevez (entrato al posto di Messi al 79’).
«Io come Maradona? Dai non fatemi ridere», la battuta di Crespo quando ha appreso di aver raggiunto il suo idolo. «E ora mi toccherà anche superarlo perché voglio concludere alla grande questo 2007: prima lo scudetto; poi la conferma nell’Inter anche per il futuro, cosa a cui io e la mia famiglia tenevamo tanto e infine questa Coppa America che ci vede favoriti e che vogliamo vincere a tutti i costi anche per ripagarci della beffa ai rigori subita dal Brasile tre anni fa». A guastare la festa, il malore per il caldo che ha colpito Maradona, presente in tribuna e ripresosi quasi subito.