Choc a Milano: romeno stupra una ventenne e tenta di strangolarla

da Milano

Non ha nemmeno 20 anni, l’esistenza segnata per sempre da un mostro che ha abusato più volte di lei in una tranquilla e spensierata serata di primavera e adesso vuole giustizia. Chiara S., una ragazzina bionda, minuta e molto graziosa che ha appena terminato gli studi e vive di qualche lavoretto in città con il fratello (è figlia di genitori separati) è l’ennesima vittima italiana di uno stupratore romeno, un 27enne con precedenti penali per furto che l’ha violentata a lungo dopo averla avvicinata per strada mentre lei, appena scesa da un autobus, stava andando a dormire a casa di un’amica dove si reca spesso.
«Sia durante la prima aggressione che dopo lo stupro quell’uomo mi stava strangolando e sarei morta se i poliziotti della Polfer di Porta Garibaldi non fossero intervenuti: adesso deve avere una punizione esemplare» ha farfugliato la poverina tra le lacrime, cercando di coprirsi con i brandelli di abiti che le erano rimasti e toccandosi il volto e il collo tumefatti mentre giovedì sera, poco dopo le 23.30, veniva portata in ambulanza al Centro soccorso violenze sessuali della clinica Mangiagalli.
Il romeno arrestato è pure lui un giovane minuto, si chiama Marius Tudorel Dimache e ha precedenti per furto. Gli agenti della Polfer, che stavano andando in caserma per prendere servizio a bordo di un’auto privata, hanno notato due persone svestite in una zona isolata e circondata dalla vegetazione, in via Breda. Così, in un primo momento (come una passante prima di loro) hanno pensato che si trattasse di una coppietta in cerca di intimità. Subito dopo si sono resi conto di trovarsi davanti a uno stupro in piena regola.
Chiara era appena scesa dall’autobus nei pressi di via Emilio De Marchi - in zona Greco, un’area residenziale a nord est della città e a due passi dal centro sociale Leoncavallo - quando è stata avvicinata dal romeno che le ha chiesto se aveva una sigaretta. «Non ce l’ho, scusa» ha risposto in fretta la ragazza. Che, intuendo immediatamente che l’uomo non si sarebbe fermato lì, con il cuore in gola di chi si sente in pericolo, ha accelerato il passo, allontanandosi in tutta fretta verso via Comune Antico, dove abita la sua amica. È stato allora che, all’improvviso, Chiara ha sentito una mano che le agguantava il collo: era il balordo romeno di poco prima. Che, avvertendo la grande paura della ragazza, dopo averla afferrata alla gola, l’ha girata verso di lui e gli ha premuto un’altra mano sulla bocca, quindi l’ha trascinata verso l’area più boschiva di via Breda. In questa posizione i due hanno percorso almeno un centinaio di metri senza che nessuno si accorgesse di niente, fino a raggiungere un ponte ferroviario.
Il romeno è riuscito a trascinare la povera Chiara dietro una balaustra, lungo una scarpata, ed è lì che, nel giro di pochi minuti, sempre tenendole una mano sulla bocca per non farla gridare, è riuscito a buttarla stesa in mezzo all’erba, a strapparle i jeans larghi, una maglietta, una felpa e la biancheria intima, quindi a violentarla ripetutamente per almeno 10 minuti prima che i poliziotti della Polfer potessero correre in suo soccorso. Anzi: visto che, con una mano sulla bocca che le impediva di gridare, a Chiara non restava altro che divincolarsi, lui, per farla stare ferma, le ha stretto le mani intorno al collo, tentando di strangolarla. «A quel punto ho capito che era meglio cedergli, per non morire» ha ammesso la poverina.
Alla vista dei poliziotti il romeno li ha aggrediti ma è stato bloccato e ora è accusato di violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale.