Lo choc in paese: proclamato il lutto cittadino

A Erba è stato proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali delle vittime della strage. Lo ha deciso la giunta comunale, riunita in via straordinaria. Sempre in segno di lutto, il Comune ha sospeso tutte le manifestazioni e gli spettacoli organizzati per le festività natalizie, e ha disposto che le bandiere restino a mezz’asta sino ad esequie avvenute. In una nota il sindaco Enrico Ghioni invita i cittadini «a stringersi attorno alle famiglie colpite, nel profondo e responsabile rispetto del loro dolore, attraverso la partecipazione ai momenti di preghiera e di raccoglimento» e invita ancora «i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali e produttive a esprimere, in forme decise autonomamente, il proprio dolore e l'abbraccio dell'intera città ai familiari, sempre nel rispetto delle volontà delle famiglie e delle regole della civile e serena convivenza». In città la gente è scossa. Le manifestazioni di protesta contro la presenza degli extracomunitari sono state sospese. La svolta, nelle indagini sul massacro di via Diaz a Erba, ha lasciato tutti nel dolore e nello sconcerto.Tutti pensavano che il responsabile del massacro fosse il tunisino, marito e padre di due delle vittime, ora il mistero rende tutti ancora più spaventati. «Non riusciamo a capire che cosa possa essere successo - ha detto Umberto Galli, zio di Raffaella, la moglie del tunisino - questo dramma ci ha lasciato tutti senza parole». La famiglia Castagna è molto conosciuta in paese. Il papà di Raffaella Carluccio, come lo chiamano tutti, è un commerciante della zona, ma è noto soprattutto per le sue opere di bene e per la sua gentilezza e disponibilità verso gli altri. «Eravamo una famiglia meravigliosa - ha detto l' uomo che nella strage ha perso la moglie, la figlia e un nipotino - e in un attimo sono rimasto da solo». Per tutta la giornata, davanti la casa di via Diaz c'è stato un via vai di conoscenti e amici, ma anche di tanti curiosi. Qualcuno ha scattato fotografie alle finestre ancora annerite dal fumo dell’incendio. Altri hanno lasciato mazzi di fiori sul cancello.