Choi, la furia gialla sugli Usa

Il trentasettenne sud coreano sorprende tutti negli States. Lo scozzese Montgomerie, da tempo a secco, trova il riscatto in Europa aggiudicandosi lo Smurfit European Open a Dublino

Colin Montgomerie, il quarantatreenne campione scozzese, quello che ormai tutti considerano il miglior giocatore in attività a non aver ancora vinto un torneo del Grande Slam, si è almeno tolto la soddisfazione di vincere lo Smurfit European Open al K. Club di Dublino. Soddisfazione non da poco perché negli ultimi 19 mesi Colin era a secco di vittorie anche in tornei non del Grande Slam ed erano in più d’uno a sostenere che ormai il biondo di Turnberry era decisamente in fase calante. Il gigante buono scozzese ha vinto meritatamente il grande torneo irlandese, uno dei pochi eventi europei che ancora non facevano bella mostra di sé nel palmares di Colin che è arrivato a quota 31 nei titoli acquisiti sull’European Tour. È stato quello del K. Club - lo stesso che anche se su di un altro percorso ha visto l’ultimo trionfo europeo in Ryder Cup - teatro degno del «ritorno», di Colin malgrado le condizioni avverse che hanno reso il tracciato disegnato da Arnold Palmer diverso ma non meno impegnativo rispetto alle recenti edizioni dello Smurfit European Open. L’ultima giornata, che ha visto il danese Soren Hansen (leader anche a Parigi dopo le prime 54 buche) partire al comando, ha riservato continui colpi di scena. Con Hansen che ancora una volta ha mollato nel finale, con Montgomerie che rimontava i sei colpi di svantaggio e con un Niclas Fasth - vincitore tre settimane fa in Germania nel Bmw International - che malgrado l’influenza ed il raffreddore è stato protagonista sino all’ultima buca. Condizioni avverse, dicevamo, con due interruzioni del gioco per temporali che hanno in parte deconcentrato i più e con la seconda che ha costretto lo svedese Fasth addirittura ad aspettare quasi un’ora prima di poter giocare l’ultima buca e tentare di recuperare il colpo che lo separava da Colin ormai all’asciutto. Il golf è anche questo e nulla toglie al successo di Montgomerie che ha incassato una moneta di 593 mila euro e che ora guarda con più fiducia al suo immediato futuro ed al British Open che lo aspetta fra due settimane a Carnoustie. Alle spalle dei due protagonisti del «tirato» finale gli svedesi Edberg ed Hanson, il francese Havret e l’inglese Wall. Solo 60° il nostro Francesco Molinari che però il lunedì precedente aveva conquistato brillantemente un posto al British Open nel corso delle qualificazioni finali di Sunningdale.

Negli Stati Uniti grande «prima» per un torneo voluto e patrocinato da Tiger Woods, lo At&T National sul percorso del Congressional di Washington in concomitanza con la festa nazionale americana del 4 di luglio. Un torneo dai significati extra golfistici voluto dal «fenomeno» per onorare il suo Paese e tutte le Forze armate. Una vera e propria festa dell’Indipendenza che alla fine ha visto Tiger premiare quale vincitore K.J. Choi, il trentasettenne campione sud coreano che cinque settimane aveva già ricevuto dalle mani di un altro fenomeno il Trofeo del Memorial, torneo creato da Jack Nicklaus. Onore al trentasettenne sud coreano, al suo sesto successo sul Tour che gli è valso una moneta di 1 milione 80mila dollari e che con un giro finale in 68 colpi ha tagliato il traguardo con tre lunghezze sull’americano Steve Stricker mentre al terzo posto sono terminati l’australiano Appleby - leader dopo le prime tre giornate - appaiato a Mike Weir e Jim Furyk.