Christian, interista da «Premium» dà voce ai gol di Ibra & compagni

Marcello Chirico, giornalista e tifoso della Juventus, inizia con questo servizio un viaggio dentro i Campioni d’Italia, freschi di 16° titolo

«Ibra... Ibra... Ibra... gooooalll di Ibra. Inter in vantaggio, Inter in vantaggio». Ci siamo appena salutati e il cellulare attacca con questa suoneria: sembra studiata ad arte per far saltare i nervi a uno juventino che ancora non ha digerito il trasferimento del pennellone svedese alla Beneamata. Per fortuna Christian Recalcati è un amico e mi usa la gentilezza di staccare per il resto dell'intervista il telefono. Il mio personale harakiri inizia da lui, dalla voce ufficiale di tutti i cuori nerazzurri su Mediaset Premium. L'unico capace di usare come suoneria le proprie urla belluine dopo un goal dell'Inter.
Christian, guardiamoci nelle palle degli occhi e rispondimi con sincerità: quanti sono gli scudetti della FC Internazionale? Quindici o sedici?
«Sedici, non ho dubbi».
No dai, pure tu conti quello di cartone. Che vergogna...
«Così come nessuno ebbe nulla da eccepire sul titolo costruttori regalato un anno fa alla Ferrari dopo aver scoperto che la McLaren rubava, non capisco perché non si possa fare lo stesso con l'Inter. C'erano o non c'erano pure nel calcio quelli che rubavano? Lo attestano delle sentenze. Quindi, quello scudetto è dell'Inter».
Ancora con ’sta storia dei ladri. La tiritera va avanti dal '98.
«Ecco, secondo me lo scudetto del '98 ce lo meritavano di più di quello assegnatoci da Guido Rossi. Però chiariamo una cosa, io e tanti interisti non ce l'abbiamo con la Juve ma con chi alla Juve manovrava nell'ombra. La squadra era forte, tant'è vero che nel 2004-05 perdemmo sia a Torino che a San Siro».
Bè, se è per questo pure quest'anno non siete mai riusciti a batterci. Eppure eravate fortissimi.
«Ti rammento che vi abbiamo sbattuto fuori dalla coppa Italia. E che la Juve si è piazzata comunque al terzo posto, era mica una squadretta».
Quanto sei bravo a girartela a tuo favore... A proposito di furti: scudetto limpido o con qualche ombra, quest'ultimo appena conquistato?
«Pulitissimissimo».
Dimentichi gli aiutini à gogo ricevuti soprattutto nel girone d'andata, quelli che vi hanno aiutato a decollare in classifica rendendovi quasi irraggiungibili.
«Ci sono stati aiutini pro e contro e li hanno ricevuti tutti, Fiorentina in particolare. Ammetto comunque che l'Inter questa stagione ne ha avuti più a favore, però se davvero gli arbitri avessero voluto farci vincere questo scudetto non saremmo stati costretti a conquistarlo con la forza della disperazione all'ultima giornata».
Già, eravate così forti che siete riusciti a dilapidare un vantaggio di 11 punti sulla Roma in due mesi.
«Prova tu a giocare senza Vieira e Cambiasso a centrocampo e senza Samuel e Cordoba in difesa».
Perdonami: gli infortuni fanno parte del gioco e rappresentano un handicap per tutti. Eppoi, la scorsa estate non si diceva che l'Inter aveva a disposizione per ogni titolare un sostituto all'altezza?
«Vero, però se si spaccano in 5 questo discorso non vale più. Soprattutto se le "riserve" non si dimostrano all'altezza della situazione. Prendi per esempio Materazzi, ha disputato la sua peggiore stagione da quando è all'Inter eppure è un campione del mondo».
Fino all'altroieri eravate tutti pazzi per Materazzi, adesso lo scaricate. Ingrati. Sai cosa penso: che in Italia non siete ancora riusciti a dimostrare di essere i più forti.
«Lo siamo solo quando riusciamo a mettere in campo gli 11 più forti. Questo scudetto l'abbiamo vinto dovendo fare i conti con l'emergenza, altro che per gli aiutini arbitrali. A un certo punto in difesa sembrava di avere in campo Simic e Digao, perché questo sono per noi Rivas e Burdisso».
Solo quest'inverno non la pensavate così, erano tutti dei supermen. E il vero super-eroe era Ibrahimovic, l'uomo di Parma, quello che entra e ti fa vincere partita e scudetto. Un giocatore della famosa Juve che rubava.
«Ti ripeto, quella Juve era fortissima. Ve lo abbiamo portato via solo perché il suo procuratore lavorava da un anno per trovargli una sistemazione più remunerativa. E noi ci infilammo, strappandolo al Milan».
E adesso lo strapagate più di Cristiano Ronaldo. Uno che, Parma a parte, con voi non è mai decisivo. Vedi in Champions.
«Col Liverpool quest'anno ha fallito l'Inter in toto non il solo Ibra, che fino ad allora era stato il capocannoniere del torneo. Eppoi contesto il fatto che non sia mai decisivo: finora in tutti i derby che ha giocato ci ha sempre fatto vincere, segnando o facendo segnare. E per noi interisti quella è una partita decisiva».
Si è visto l'8 maggio scorso... e perché col Liverpool avete fallito, se è lecito?
«Perché all’Anfield non si può giocare in 10 per un tempo e mezzo».
Quest'anno vi è successo spesso pure in campionato ma, a parte a Napoli, non avete perso. Le solite scuse.
«Gioca tu in inferiorità numerica. Ti dico solo questo: contro la Roma, a Milano, se Mexes l'avessero cacciato all'inizio della ripresa e non verso la fine, avremmo vinto 4-1 anziché pareggiare».
Vedi che alla fine, in un modo o nell'altro, riattacchi sempre gli arbitri. La forza dell'abitudine.
«Non è vero, perché quando a Catania ci convalidarono il primo gol di Cambiasso fui il primo a sperare - in diretta tv - che non fosse in fuorigioco».
Invece... Fosse capitato alla Juve avreste tirato giù il mondo.
«Con noi gli arbitri sbagliano perché sono scarsi, con la Juve di Moggi sbagliavano per altri motivi».
Secondo me non siete ancora usciti della sindrome del complotto, tant'è vero che andate dicendo di aver vinto questo scudetto pur avendo tutti contro. Persino i gatti neri, che non avete esitato a stirare ad Appiano.
«Quel gatto bazzicava ad Appiano da due anni, è finito sotto la macchina di qualcuno per sbaglio. Eppure quel caso è stato montato ad arte solo per creare danni all'Inter. La Roma combina di tutto ma non subisce lo stesso trattamento».
Ce l'hanno tutti con l'Inter, poverina. Ma perché?
«Non lo so, ma è un dato di fatto».
Te lo dico io: ce l'hanno con l'Inter perché riuscite sempre a coprirvi di ridicolo pure quando vincete. Guarda cosa avete combinato con Mancini, l'unico allenatore vincente della vostra storia dopo Herrera.
«Ero e resto manciniano fino al midollo, Moratti può fare ciò che vuole ma non è stato giusto trattare Roberto così. Cribbio, pur in emergenza ha vinto uno scudetto e ti assicuro che fino a poche ore prima del redde rationem era sicuro di restare all'Inter. Perché lui ama l'Inter, me l'ha confermato rispondendo tre giorni fa così a un mio sms col quale gli chiedevo come stava: "Insomma, ma sempre forza Inter!". Toccante. È però altrettanto vero che noi interisti avevamo capito da tempo che sarebbe arrivato Mourinho. Il quale adesso ha un compito non facile: rivincere lo scudetto e portare la squadra, come minimo, in semifinale di Champions».
Ti accontenti di poco.
«Bè, deve dimostrare di essere davvero un grande come dicono e non un pirla».
Il prossimo anno pure il Milan punterà al titolo?
«Chi? Quella squadra finita in Uefa? È l'unico club capace di rinnovarsi ricomprando i suoi stessi giocatori, Sheva e Borriello. Auguri».
Hanno deciso di non sperperare più miliardi sul mercato, come continuerete invece a fare voi.
«Senza Moratti l'Inter andrebbe in rovina. Meglio uno così, che compra sempre i numeri uno, anziché un altro che butta i soldi per mezze calzette».
Lascia perdere: in 13 anni ha speso mille miliardi prima di vincere qualcosa. E neppure in scioltezza.
«Sì, ma adesso quelli da battere siamo noi. L'anno prossimo arriverà il 17° titolo, con la Juve seconda».
Troppa grazia, san Cristiano. E il Milan?
«Chi?».