Christian Scott, la giovane star celebra l’anima di New Orleans

La nuova stella della tromba spunta nei cieli di New Orleans, ha 22 anni e si chiama Christian Scott. Nipote del grande altosassofonista Donald Harrison, pubblica in questi giorni il secondo cd, Anthem, lucido percorso musicale nei meandri della sua città sconvolta dall’uragano Katrina. Il timbro caldo e personale di Scott (abile anche al flicorno e al trombone) parte dalla tradizione (nel suo cuore ci sono Clifford Brown e Miles Davis) per trasformarsi in un moderno Freddie Hubbard. Nell’album le ballad lente (Litany Against Fear) si fondono con i toni post bop (The 9) e - senza strafare - con i colori del rap (la doppia versione di Anthem, la prima Antediluvian Adaptation raffinata e dolente, la seconda, Post Diluvial Adaptation, ritmata dal canto hip hop). Scott è arrivato a Milano e a Roma per i suoi due unici concerti italiani in quintetto, confermando il calore e la profondità della sua musica, la ricerca nel futuro e l’ abilità nel dipingere quadri antichi (come What Is This Thing Called Love) con sapori attuali.