Christian Wulff, «giovane barone» che sfida Angie

Il destino di Christian Wulff, uno dei leader più in vista della Cdu e considerato tra i più credibili successori della traballante Angela Merkel alla guida del partito, si è spesso incrociato con quello di Gerhard Schröder. Come il Cancelliere uscente, Wulff ha alle spalle studi giuridici e come Schröder in passato Wulff è oggi governatore della Bassa Sassonia, lo Stato tedesco del Nord-ovest con capitale Hannover.
Christian Wulff, che ha oggi 46 anni, già dieci anni fa si era distinto con altri «giovani baroni» della Cdu nelle prime aperte critiche all’allora intoccabile Cancelliere Helmut Kohl e al suo ministro delle Finanze Theo Waigel. In questi mesi è stato fra quanti nella Cdu hanno tentato di ostacolare il percorso trionfale della Merkel fino alla candidatura alla Cancelleria. In ciò ha avuto il sostegno di un altro Ministerpräsident, quello dell’Assia Roland Koch. Sei giorni prima delle elezioni di domenica, angosciato dall’andamento dei sondaggi che segnalavano l’inesorabile risalita della Spd, Wulff ha rotto gli indugi e l’unanimità di facciata del suo partito e ha detto quello che tutti pensavano ma che nessuno osava dire apertamente: che la proposta di riforma fiscale firmata dal professor Paul Kirchhof (il candidato di Angela Merkel alla poltrona di ministro delle Finanze) rischiava di far perdere le elezioni che parevano già stravinte. Per questo, Wulff ha insistito affinché Friedrich Merz (l’ex capogruppo della Cdu al Bundestag, esperto di economia e uno degli uomini politici più popolari della Germania) fosse aggregato in extremis alla squadra incaricata di guidare la campagna elettorale. Utile ma tardivo, come sappiamo col senno di poi.
Ieri Wulff, Koch, Merz e altri hanno negato di voler contestare la leadership di «Angie», ma hanno sostenuto che «la campagna non è stata gestita bene come avrebbe potuto». Un chiaro segnale: dopo Kohl, anche la sua ex «ragazza» potrebbe fare la stessa fine.