Christina Aguilera: «Ora vi stupisco con la mia anima jazz»

La cantante presenta il doppio cd della svolta «Back to basics». «Voglio scoprire lati nuovi della mia personalità. È un omaggio ai suoni degli anni Trenta, a Billie Holiday ed Etta James»

nostro inviato a Londra
Christina Aguilera, anche stavolta ha cambiato pelle.
«Questo doppio disco, Back to basics, è nato come tributo al jazz e al blues che mi ha ispirato».
Strano detto da uno dei simboli del pop in giarrettiere e mugolii .
«Io faccio sempre quello che mi piace e ho voglia di scoprire lati nuovi della mia personalità».
Però magari può sembrare una mossa azzardata.
«Ho capito che tutte le volte non si può compiacere tutti».
In effetti lei ci ha sempre provato. A dodici anni era nel New Mickey Mouse Club e faceva impazzire i bambini che guardavano Disney Channel. Ora ha cambiato target e fa impazzire quelli più grandi, almeno a giudicare dal servizio fotografico apparso su GQ dove sembra una Marilyn Monroe sognata da Rocco Siffredi. E così, quando si siede qui, in una suite dell’hotel Sanderson, si porta dietro i suoi due volti: ha i capelli biondi e vaporosi ma gli occhi timidi, il rossetto è rosso porpora ma la postura è quella della ragazzina di periferia che ancora non si accorge di essere al centro del mondo (pop). 26 anni, appena sposa, in un lustro ha venduto venticinque milioni di copie ed è diventata il simbolo di ciò che è più facile da criticare: è «easy» nel senso di usa e getta. Ed è «glamour», nel senso di modaiola. E fino a ieri tutto si fermava lì. Brava ma. Ora prova a dimostrare di essere brava e basta. Perciò pubblica un doppio ciddì da ventun canzoni. Uno è prodotto da Dj Premier e sa molto di r&b e hip hop. L’altro è il frutto della sua collaborazione con Linda Perry. «Con lei abbiamo addirittura suonato strumenti veri, non abbiamo usato campionature. Tutto è molto nella tradizione jazz».
Anche il tour sarà così?
«L’impatto visivo sarà molto forte, come nel video del primo singolo Ain’t no other man. Ci saranno i grammofoni e il look sarà quello tributo agli anni Trenta, al periodo dello swing».
Allora non è stato un caso che lei abbia cantato il brano Lady Marmalade per la colonna sonora del film Moulin rouge.
«Certo, quella canzone ha avuto la sua importanza. Ma io sono sempre stata attirata da quel tipo di musica. Insomma, il blues e il jazz sono nel mio Dna».
Faccia i nomi.
«Innanzitutto Miles Davis, John Coltrane, Charlie Parker e naturalmente Billie Holiday e Otis Reading. Ma per la voce il mio punto di riferimento è Etta James, specialmente per i suoi toni rochi».
Magari potrebbe anche recitare nel film su Tempest Storm, una starlet americana di quel periodo.
«È solo una voce, non c’è nulla di vero. Sono molto interessata a recitare anche se per farlo vorrei prendere lezioni».
Per ora si accontenta di fare da testimonial alla Pepsi.
«Mi sono divertita, abbiamo girato gli spot a Los Angeles».
Lei ha tre immagini: modaiola, jazz ma anche quella sexy.
«Sono sempre stata bene con la mia sessualità. Però per il servizio di GQ mi sono messa nelle mani di un fotografo che conosco da anni, Michael Thompson: non sarei mai riuscita a mettermi nuda davanti a una persona che non conosco. Posare senza veli è stato un modo di esprimermi».
Si dice sempre così.
«In ogni periodo della mia vita tiro fuori una parte di me. Con il brano Dirrrty ero aggressiva, in Beautiful vulnerabile. Ora sono nella fase di chi non prova vergogna».
Insomma, le manca solo di diventare mamma.
«La vedo durissima. Per ora lasciatemi dedicare ai due gemelli che ho appena pubblicato».