Christine, la prostituta ragazzina che faceva impazzire 007 e politici

La squillo divideva il letto con il ministro, con la spia e con il medico dei vip che organizzava «festini» e che si tolse la vita per lo scandalo

da Londra

Stephen Ward, John Profumo, Evgeni Ivanov e la squillo Christine Keeler: ecco i protagonisti dello scandalo che quarant’anni or sono sconvolse l’opinione pubblica britannica.
Stephen Ward. Osteopata di fama - tra i suoi pazienti anche Liz Taylor e Winston Churchill - ma anche apprezzato ritrattista. Fu proprio in una delle feste (e orge) che era solito organizzare che si conobbero Christine Keeler e Profumo. Fu proprio Ward, inoltre, a mettere in contatto il ministro e Ivanov, entrambi diventati assidui frequentatori della Keeler. Quando lo scandalo venne alla luce e si accertò che i sovietici non erano riusciti a carpire alcun segreto militare, Ward fu l’unico, con la Keeler, a finire sotto processo. Non resse alla tensione e si uccise con i barbiturici, ma qualcuno ipotizzò che fosse stato eliminato da agenti segreti. In realtà - si seppe poi - il suo ruolo nella vicenda non era stato casuale: non solo informava il controspionaggio britannico di ogni incontro con la modella e con Ivanov, ma stava tentando di convincere quest’ultimo alla defezione.
John Profumo. Ministro della Guerra con un debole per le belle donne, discendente da una famiglia di mercanti di origine italiana e di recente nobiltà sabauda. Colpito dalla bellezza della Keeler vedendola uscire nuda da una piscina non riuscì a resisterle. Quando lo scandalo venne alla luce, con il sospetto che potesse avere passato tramite la ragazza qualche informazione al Kgb, mentì al Parlamento sulla sua relazione. Messo alle strette si dimise da ogni carica, ammettendo il suo «profondo rimorso». Il mese scorso una ventina di parlamentari britannici ne ha proposto con una mozione ai Comuni il perdono, chiedendone la riammissione nel Consiglio della Corona.
Evgeni Ivanov. Giovane addetto navale dell’ambasciata sovietica a Londra, avrebbe cercato in ogni modo, tramite il triangolo con Profumo, di carpire segreti militari. Ma alla fine senza risultati. Tornato a Mosca, dove ha lavorato per qualche tempo come giornalista, in un primo tempo ha minimizzato il suo ruolo, ma nel ’92 ha scritto un libro in cui ha cambiato completamente versione, sostenendo addirittura di essere stato anche l’amante della moglie di Profumo e di avere avuto così la possibilità di impossessarsi di carte riservate. Il libro è stato ritirato e l’editore inglese costretto a chiedere pubbliche scuse.
Christine Keeler. Fotomodella, bellissima e disponibilissima (divideva con tutti e tre il suo letto), è stata il perno intorno al quale ha ruotato lo scandalo, dal quale è uscita con una lieve condanna. Dopo anni di silenzio e di disagi economici è riuscita a trarne qualche vantaggio con un libro di memorie, Scandal (dal quale nel 1989 è stato tratto l’omonimo film con Joanne Whalley, Ian McKellen, John Hurt e Bridget Fonda) in cui sostiene in sostanza che tutta la vicenda era stata una montatura dei servizi segreti per tenere d’occhio Ivanov.