Christopher Cross: raffinato ma con poca convinzione

C i sono artisti che con un pugno di canzoni vivono di rendita per sempre. Tra questi Cristopher Cross (quattro Oscar al primo cd del 1979) cantante e chitarrista texano che porta ancora in giro il suo pop raffinato e rutilante targato anni Ottanta. Nulla di male, anche se Cross s’invischia speso nella routine e nella nostalgia. La settimana scorsa ha tenuto banco per cinque giorni al Blue Note di Milano, con buona affluenza di pubblico che conosceva a memoria le parole delle sue canzoni. Che del resto sono sempre le stesse: il melodioso riverbero agrodolce di Arthur’s Theme: Best That You Can Do (tema del film Arthur con Dudley Moore e Liza Minnelli), Sailing, Ride Like the Wind riproposte in versione fedele all’originale, cantate con voce inquietamente colloquiale, sostenuta dai semplici ed incisivi assolo della chitarra e dal pulsare ritmico della band. Manca un po’ di sentimento, di partecipazione: sembra un compitino eseguito mille volte, anche se il tasso di emotività si eleva nella parte acustica.