Chrysler e il maxi Grand Voyager

da Roma

Il nuovo Chrysler Grand Voyager ha misure imponenti (larghezza 1,95 metri, altezza 1,75 metri, lunghezza 5,15 metri) e un Cx affilato: 0,32. L’interno è sontuoso per il razionale uso dello spazio a disposizione, ma soprattutto per l’elevata qualità e per la dotazione, a livello di eccellenza, già nella versione Touring, proposta a 39.290 euro. Dotazioni «principesche» per la Limited (45.720 euro), con selleria in pelle, di serie. È anche possibile ruotare di 180 gradi i sedili della fila centrale, con in mezzo un tavolino estraibile, per fare «salotto» con gli occupanti della fila posteriore. Da segnalare gli impianti audio e video di alto livello, le portiere laterali scorrevoli e il portellone posteriore ad azionamento elettrico, oltre alla climatizzazione con regolazione individuale, telecamera posteriore e molto altro. Nuova è anche l’edizione del poderoso turbodiesel Vm 2.8 da 163 cv e 360 Nm di coppia. Perfetto per la missione, in quanto associa una «potenza adeguata», una coppia erogata con superba fluidità fin da regimi minimali e consumi contenuti. Inoltre è Euro 4 e completo di filtro anti-particolato. Il cambio è a 6 marce, automatico, impeccabile per fluidità. Nel corso del test, il maestoso Grand Voyager ha dovuto affrontare anche stradine collinari, piuttosto strette e dal fondo sconnesso. È stato sicuramente l’esame più difficile, ma il nuovo autotelaio lo ha passato alla grande. Esso si basa su una scocca di rigidità torsionale incrementata di oltre il 10%, su un avantreno McPherson riprogettato nella struttura e nella geometria (e abbinato a uno sterzo estremamente preciso e sensibile), su un retrotreno dall’architettura rivoluzionata e che mette in campo una tecnologia raffinata.
Il poderoso turbodiesel Vm insieme con il nuovo cambio automatico garantiscono prestazioni pregevoli, sia in accelerazione, dove Grand Voyager rivela uno scatto insospettabile, sia in velocità (173 orari la punta massima).