Chrysler spinge l’utile Fiat È polemica con la Consob

Da una parte l’analisi del terzo trimestre (debito in aumento a 5,8 miliardi, più delle stime degli analisti, e utile della gestione ordinaria a 851 milioni, per due terzi merito di Chrysler), dall’altra la risposta piccata al mercato («deplorevole che la richiesta della Consob di chiarimenti sul piano industriale sia divenuta di pubblico dominio»): «Il progetto Fabbrica Italia - replica il Lingotto - non è mai stato un piano finanziario, ma l’espressione di un indirizzo strategico che Fiat intende seguire». Nessun dettaglio sulle strategie, ma solo la conferma dell’investimento di 20 miliardi in Italia, insieme all’annuncio che per evitare «possibili fraintendimenti ed equivoci, Fiat si asterrà con effetto immediato da qualsiasi riferimento a Fabbrica Italia, fermi restando gli impegni già assunti». Pomeriggio di lavoro, ieri a Torino, per i board di Fiat Spa e, subito dopo, di Fiat Industrial. Da gennaio a settembre i ricavi di Fiat Spa sono stati pari a 39,9 miliardi. Escludendo Chrysler (consolidata da giugno), il fatturato risulta di 28 miliardi, in aumento del 6%. Tutti i business hanno registrato aumenti sullo scorso esercizio, con una crescita a doppia cifra per i marchi sportivi e di lusso (per Ferrari, nei tre mesi, utile della gestione ordinaria di 77 milioni, in linea con l’analogo periodo del 2010, mentre Maserati ha raddoppiato i profitti della gestione ordinaria a 8 milioni), nonché per i componenti e i sistemi di produzione. I ricavi del trimestre (17,6 miliardi) riflettono per la prima volta il contributo di Chrysler per l’intero periodo: esclusa la società Usa, l’aumentato è del 4%, con Fiat Auto che mantiene i livelli del 2010 nonostante i problemi di vendita in Europa. Utile netto a 112 milioni. I 5,8 miliardi di indebitamento (a fine anno la stima è tra 5 e 5,5 miliardi), spiega la nota firmata da John Elkann e Sergio Marchionne, «riflettono in particolare l’esborso per l’acquisizione delle quote in Chrysler detenute dal Tesoro Usa e da quello canadese», ed è comunque più elevata delle attese. Gli investimenti ammontano a 1,6 miliardi e saranno di 5,5 miliardi al 31 dicembre prossimo. Sempre forte la liquidità (20,8 miliardi che includono 12,8 miliardi relativi a Fiat e 0,8 relativi a Chrysler, che tra l’altro vola negli Usa: 212 milioni l’utile nel trimestre). In Brasile, Paese chiave, le consegne di Fiat Auto sono scese del 3,4%, «ma la leadership - così la nota - è confermata con una quota al 21,9%». Il segnale che Marchionne lancia per il 2011 è ottimistico: l’utile della gestione ordinaria viene rafforzato a oltre 2,1 miliardi, insieme alla conferma dei rimanenti obiettivi, con l’attesa di ricavi per oltre 58 miliardi e un utile netto pari a 1,7 miliardi. Fiat Industrial (Iveco e Cnh) ha invece chiuso il trimestre con un utile netto di 204 milioni, quasi raddoppiato.
Ok anche i ricavi: 5,9 miliardi (+11,7%). Al rialzo la stima della gestione ordinaria 2011: da 1,5 a 1,6 miliardi.