«Ci aspetta un futuro da barricati in casa»

Valeria Arnaldi

«In via della Maglianella, c’è la sede di una congregazione religiosa. Due sere fa, una suora di colore, è andata a fare la spesa in abiti comuni. Mentre stava tornando è stata accerchiata da decine di persone preoccupate che potesse trattarsi di uno degli sfollati del Residence Roma. Erano tutti terrorizzati: sia la donna che quanti l’avevano fermata».
Un episodio emblematico dello stato di tensione in cui vivono gli abitanti di Casalotti, secondo Paolo Quarta del Comitato Spontaneo Maglianella, costituitosi per dire no all’accordo tra il Comune e la società Cem sul trasferimento di molti degli occupanti del Residence Roma in un ex-convento nella zona. Con un camper, la bandiera italiana, manifesti e volantini, i membri del Comitato presidiano la via di accesso all’edificio, sia di giorno che di notte. Un punto di riferimento per i residenti ma anche per molti romani, che vengono qui da diversi punti della città per condividere dubbi, avere informazioni, sostenere la lotta di un quartiere che si definisce «assediato dalla solidarietà». «Nel nostro territorio ci sono già il residence Bastogi e quello di Val Cannuta - spiega Alessandro Cardinali - aree degradate dove sono frequenti gli episodi di violenza, strutture incontrollabili e questa potrebbe essere la peggiore. È isolata, nascosta all’interno di un parco». «In via della Maglianella - aggiunge Massimo Tarsi - abitano circa 300 persone. Il convento dovrebbe ospitarne 2mila. Non potremmo più difenderci». «Non dimentichiamo il danno economico - prosegue Cardinali -. C’è gente che ancora sta pagando il mutuo per case che, terminato il trasferimento degli sfollati, perderanno valore». Alla possibilità che quello che sta per nascere non sia un ulteriore residence-lager sembra non credere nessuno. «È una struttura inadatta alla convivenza di più famiglie - dice Tarsi - non ci sono fogne, solo piccole stanze. Al confronto il Roma è un hotel di lusso». A far discutere è anche l’edificazione di altre strutture abitative. Il convento, in vendita da anni, non avrebbe trovato acquirenti a causa dei molti vincoli d’uso, tanto sulle costruzioni che sul terreno. «Vincoli che sembrano decadere con il nuovo Prg - dichiara Vincenzo Fratta, presidente del XVIII municipio -. Ci aspettavamo dal Campidoglio il ridimensionamento di Bastogi, non la creazione di altri problemi. Il territorio non è in grado di assorbirla. Manifesteremo e procederemo per vie legali. Il presidio andrà avanti a oltranza». Intanto, alle 16.30 la protesta sfilerà in corteo da via della Maglianella a Boccea.