«Ci hanno rubato Europei e nuovo stadio»

Cara Genova, addio Europei. Doccia fredda per l'amministrazione comunale del capoluogo ligure che, da mesi, stava sbandierando la possibilità di ospitare uno dei gironi della manifestazione calcistica continentale nel caso in cui l'Uefa avesse deciso di assegnare all'Italia l'organizzazione dell'evento.
Due giorni fa, Giancarlo Abete, ha presentato per la Federcalcio il dossier per la candidatura italiana ad Euro 2012 e, tra le sedi aspiranti, non compare Genova, inserita solo come riserva al pari di Bologna, Cagliari e Verona. Una scelta che ha fatto infuriare l'assessore allo sport del Comune Giorgio Guerello che era arrivato a promettere anche un nuovo stadio se la città avesse ottenuto gli Europei: «La cosa grave è che lo siamo venuti a sapere per vie traverse - ammette Guerello -. Questo dimostra il periodo di confusione che sta attraversando la Figc. Nessuno si è preso la briga di alzare il telefono per informarci della decisione: pretendiamo delle spiegazioni». Genova aveva rispettato le regole minime previste per la candidatura accelerando anche i lavori di messa a norma per lo stadio Ferraris (pronto entro il termine del 31 agosto) che garantiranno l'idoneità della struttura per una competizione internazionale così elevata. La sede ligure è stata accantonata per fare spazio a Firenze, città che garantirebbe un apporto turistico maggiore: «Il fatto è che Firenze non ha i canoni per ottenere l'idoneità: il "Franchi" è una struttura non a norma, priva anche della copertura che è un requisito essenziale - tuona l'assessore -. Noi, invece, rispondiamo a tutte le normative tecniche richieste». Secondo il "Guerello furioso", il problema è un altro: «C'è un aspetto geografico ed uno politico. È probabile che si voglia dislocare di più sul territorio inserendo città del nord est e del centro Italia (Udine e Firenze appunto ndr), mentre quello politico riguarda anche le pressioni fatte da altre amministrazioni: se la prima è accettabile, la seconda lo è molto meno - si sfoga -. Quello che mi stupisce è che con Girelli e Carraro si era già deciso, mentre ora Abete ha sconvolto tutto: alla vigilia dell'ufficializzazione».
Una decisione che penalizza il capoluogo ligure che avrebbe avuto una vetrina di prestigio per la vocazione turistica che sta prendendo la città: un danno all'immagine difficilmente spiegabile sia dal punto di vista dell'accoglienza turistica (Genova ospitò i Mondiali del 1990, quando la città non era decisamente attrezzata per il turismo) che dall'aspetto strutturale. «Avevamo a disposizione "Signorini" di Pegli, "Mugnaini" di Bogliasco e "Sivori" di Sestri Levante per ospitare gli allenamenti e non abbiamo chiesto sovvenzioni come fatto da altri per rimettere a posto strutture inadeguate. Nessuno ha tenuto conto del bacino d'utenza calcistico di questa città».
Alla fine, Torino, Milano, Udine, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Palermo faranno le belle di notte, mentre Genova dovrà rinunciare anche al nuovo stadio: «Non possiamo costruire nessun nuovo impianto senza finanziamenti speciali».