«Ci ispira la bellezza della musica anni ’90»

Ben poche band sono state "saccheggiate" in modo così massiccio (a uso spot) dai pubblicitari, innamorati persi delle atmosfere soffuse ed elettro-melodiche in stile trip hop "made in Bristol" dei Morcheeba, il trio londinese "esploso" la bellezza di dieci anni fa con l'album "Big Calm".
Da allora, a onore del vero, il sound della formazione ideata dai fratelli Ross e Paul Godfrey è cambiato. E non poco. In favore di un soul-R&B allegramente pop, spigliato e festaiolo. Ma è soprattutto cambiata la voce suadente, sensuale e poderosa di Skye Edwards. A lungo il vero punto di forza del gruppo. Per rendersene conto è sufficiente andarsi a riascoltare la raccolta Parts of the Process, primo e per ora unico «best of» dei Morcheeba (per capirci: oltre cinque milioni di dischi venduti...), che risale al 2003. Proprio dopo quella raccolta di hit (a cominciare da Rome wasn't built in a day) fu ufficializzato l'improvviso addio della "pantera nera". Un divorzio annunciato - hanno fatto sapere i diretti interessati - e, a quanto pare, consensuale, che tuttavia non ha portato più di tanta fortuna al gruppo.
Tanto è vero che i fratelli Godfrey, dopo aver tentato di variare ulteriormente il proprio menù sonoro, di recente, con l'ultimo album, uscito sul finire dell'inverno, sono ritornati al passato rendendosi protagonisti di un mirabile colpo di coda.
Dive Deep mescola, infatti, in modo a tratti brillante, il miglior pop americano e il trip hop degli anni Novanta, reminiscenze folk d'autore, canzoni in francese e brani strumentali in stile colonna sonora per un film vintage. Il risultato è un disco vario e di godibile ascolto in cui orchestrazioni ed elettronica convivono con eleganza. Di questi tempi non è affatto poco per un prodotto leggero e senza grandi pretese.
«Ci hanno ispirato la bellezza e le emozioni della vecchia musica, ma c'è anche molta tecnologia - hanno dichiarato -. In fondo, restiamo legati a quell'idea di proiettare la musica nel futuro tipica degli anni Novanta. Tuttavia, siamo convinti che la bellezza scaturisca sempre dall'incontro tra il vecchio e il nuovo».
Ancora una volta per rimpiazzare Skye, come del resto era già successo col precedente (e non proprio riuscito) lavoro, The Antidote, si è deciso di ricorrere a un eterogeneo ensemble di cantanti ospiti. Stavolta si è spaziato dal norvegese Thomas Dybdahl alla cantautrice britannica Judie Tzuke, fino alla transalpina Manda, vocalist alla priva volta discografica («Ci ha contattati sul nostro MySpace dicendo "mi piacerebbe collaborare con voi", è bastato un invito a Londra: il pezzo in francese è nato ed è stato registrato in venti minuti. Sembravamo vecchi amici»). Chiaro lo scopo: allargare lo spettro musicale della band. Che promette: «Durante i concerti vorremmo riuscire ad immergere l'ascoltatore in un ambiente liquido, in un mondo di suoni morbidi e levigati dal quale riemergere completamente rinnovati».
Morcheeba
Teatro Smeraldo
piazza XXV Aprile, 10
Lunedì 19, ore 21
Ingresso da 25 a 43 euro