Ci pensa mammà...

di Manila Alfano

Di bere birra calda e correre tanto, glielo avevano suggerito le amiche. Eppure quel figlio, che poi è nato, ed è diventato il dio del calcio, le ha dedicato la vita. Dici mamma e non scherzare: Quella di Cristiano Ronaldo è intoccabile. «La donna della mia vita».

E niente da fare per quelle altre tutte che arrivano sempre dopo, eterne seconde col ruolo da panchina perché tanto a decidere è sempre e solo lei. Su tutto. Maria Dolores dos Santos Aveiro e il suo fiuto finissimo sul talento di questo figlio-prodigio arrivato per sbaglio ma per immensa fortuna di tutti. Fu lei che, anche contro il parere della maestra di ginnastica che sul ragazzino non avrebbe scommesso un centesimo, lo spedì a 12 anni a Lisbona per giocare nello Sporting, consolandolo la sera al telefono: «La nostalgia gli passerà, è nato per giocare».

Momager dicono negli Stati Uniti, per quella di Kim Kardashian. Figli che ti cambiano la vita, cuccioli di successo che restano saldamente aggrappati al grembo materno, incapaci di allontanarsi dal radar della dipendenza, nonostante l'età, la vita, l'amore. E funziona.

Lo dimostra la sicurezza e la forza di Kate Middleton e la neo cognata Meghan Markle. Le due borghesi corazzate dall'amore di mammà, enorme risorsa in grado di annientare ogni paura all'austera corte dei Windsor. Entrambe godono di quell'assoluto e incondizionato appoggio da casa. Ed è un jolly da paura, è l'asso da calare nelle partite decisive. Vedi Diana, la principessa triste e cornificata. Con una madre-elicottero, quella solitudine sarebbe stata rispedita al mittente con interessi. Altrimenti, ti capita di inciampare perché nasci già zoppo, ti manca la stampella pronta a materializzarsi ancora prima che schiocchi le dita. E se te la porti appresso, allora fuori non ti frega più nessuno. Lo spiega bene il libro curato da Anna Di Cagno, Lettere alla madre.

Ancora ragazzina, Carole Elizabeth Middleton, la nonna del futuro erede al trono, già tramava sogni a cinque stelle per la figlia adorata.

Chiunque all'epoca, all'ex hostess diventata imprenditrice digitale col marito, le avrebbe detto di volare basso, giù le ali baby, ma le mamme certe cose le sanno prima. E lo vedono quanto possono andare in alto i desideri, ancora di più se instradati da una regia occulta quanto potentissima della genitrice. Dal quel poster appeso in cameretta del principe William coetaneo, Kate non ne ha sbagliata una: lo stesso collage di lui dove si sono incontrati, il fidanzamento con la faccia da brava ragazza, e perfino la crisi, gestita con i consigli all'orecchio di Carole vecchia volpe. Per Meghan è più facile ancora, ha studiato e ha preso appunti. Ora che sta per diventare madre, ha già pianificato l'arrivo di Doria Ragland. Certo che non la lascia sola la figlia, nonostante il marito iper protettivo, nonostante le facce amichevoli che sfilano a Palazzo. Ma vuoi mettere quello che puoi confessare a una madre, l'irragionevole grado di rilassamento con lei che ti guarda le spalle? A patto che non esageri però. La signora Yuh-Guey Lin, ad esempio, si è fatta prendere la mano, anzi la manina. Irresistibile la tentazione di spostare un microbo più in qua quella maledetta pallina sul campo da golf. Bastava così poco per la figlia a qualificarsi per il Lpga Tour, il circuito femminile più importante al mondo. Maledetta pallina, maledetti spioni. Maledetta squalifica. Ma mamma è qui per te. Altra storia se ti tocca un rapporto difficile come quello tra Asia Argento e la mamma. Lei che dopo scambi feroci su twitter con la genitrice ha ripiegato su un «menomale che ho il mio papà».