Ci sono i no global e la Lega deve andarsene

Sono passati sei giorni appena dalla manifestazione degli «indignati» di sabato scorso a Roma, con tutto quello che ne è seguito. Violenze, devastazioni, assalti da parte dei black bloc alle camionette dei carabinieri e agli agenti di polizia. Danni per milioni di euro alla capitale messa in ginocchio da duemila facinorosi, con il ministro dell’Interno Roberto Maroni che all’indomani del sacco della città eterna promette il pugno duro contro i criminali: Daspo, fermo preventivo, arresto in flagranza in differita, persino l’ipotesi di imporre l’obbligo agli organizzatori delle manifestazioni di fornire garanzie patrimoniali di copertura per eventuali danneggiamenti causati dai cortei e cosa succede ieri a Genova? Che un banchetto della Lega (lo stesso partito del numero uno del Viminale) che aveva organizzato una raccolta firme contro il centro sociale Zapata a Sampierdarena, è stato costretto a portar via sedie, tavoli e volantini perché centocinquanta antagonisti erano già pronti a muover battaglia contro il presidio del Carroccio. Quando si dice il trionfo della democrazia e del pugno di ferro.
Tutto succede verso le dieci del mattino. L’iniziativa è di Davide Rossi, capogruppo del Municipio Centro Ovest e coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani Genova (...)