«Ci stringiamo alle bare dei nuovi eroi»

«Fino a ieri ero con loro». Gabriele Albertini partecipa al lutto per i due soldati italiani morti e per i quattro rimasti feriti a Kabul: «Sono scosso, profondamente addolorato. Desidero esprimere ai familiari e ai parenti dei nostri due alpini il mio più profondo cordoglio. Tutti i milanesi si stringono idealmente intorno alle bare di questi nuovi eroi della pace». Il sindaco è appena tornato dalla capitale afgana (nella foto è ritratto a Kabul): l’aereo che lo ha riportato a casa insieme al generale Mauro Del Vecchio e a settanta militari di ritorno a casa è atterrato giovedì sera. Così l’emozione è ancora più forte e i ricordi brucianti: «Nel viaggio aereo di ritorno a Milano ho parlato a lungo con il generale Del Vecchio, che dopo nove mesi di comando della missione Isaf ha passato le consegne agli inglesi. Ci siamo confrontati sull’importanza della presenza italiana nella regione che ha dato un’impronta alla vita democratica del Paese». La mente è attraversata da una sfilata di volti e di nomi: «Chissà se tra i nostri soldati colpiti oggi ci sono anche i ragazzi che mi hanno fatto da scorta nei giorni della missione? Soldati e uomini eccezionali che hanno davvero portato in Afghanistan un’immagine altissima dell’Italia. Ragazzi che scherzavano con orgoglio dei loro cappelli da alpini, da penne nere, che incuriosivano i bambini di Kabul. Soldati e al tempo stesso gente di montagna tra gente di montagna come gli afghani. Se non fosse stato per le armi, dicevano, gli pareva di stare a casa».