Ci vogliono biglietti di Stato per sostenere l’Euro

Con la Costituzione europea, e con il trattato di Maastricht, la proprietà delle banconote e il relativo signoraggio sono della Bce, mentre quella delle monetine metalliche è degli Stati. Con le Costituzioni nazionali la proprietà delle banconote e delle monetine dovrebbe essere interamente degli Stati. Così non è. Ma questo non è il motivo del mio breve intervento, anche se è preliminare. Il punto che vorrei sottolineare è il seguente: emissione di biglietti di Stato in contemporanea alle banconote della banca centrale di emissione. Esistono almeno due precedenti storici: 1) in Italia negli anni ’30 del XX secolo, con alle spalle la grave depressione economica del ’29, lo Stato tenne in piedi l’economia nazionale mediante l’emissione di numerosi biglietti di Stato, con i quali finanziò, senza indebitarsi, numerosissime opere pubbliche e altro; 2) negli Usa nel 1963 il Presidente Jfk, con l’esecutive order 11110, emise circa 4,3 miliardi di dollari come biglietti di Stato e non come banconote della Fed. I biglietti di Stato hanno il pregio di non indebitare lo Stato e, se emessi in sintonia con la produzione di beni del Paese, anche quello di non provocare inflazione (è molto più rischiosa a questo proposito la riserva frazionaria della tecnica bancaria in vigore). Ovviamente i biglietti di Stato sono conformi alle Costituzioni nazionali ma non alla Costituzione europea e al trattato di Maastricht. Ma vista la gravissima crisi economica e politica in atto, i responsabili politici europei potrebbero agevolmente superare l’impedimento modificandoli adeguatamente. I biglietti di Stato potrebbero essere euro, o anche le vecchie monete nazionali, intese come local money.

Annunci

Altri articoli