Ci vogliono rubare anche il sonno

E adesso pure questa: secondo l'Accademia Americana delle Scienze sarebbe quasi cosa fatta addirittura una macchina per rigenerare i nostri cervelli senza più bisogno del sonno. Pare infatti che all'Università del Wisconsin si sia scoperto che una certa qual stimolazione magnetica transcranica purifichi dalla stanchezza. Pur restando svegli, si otterrebbe insomma sul cervello il medesimo effetto del sonno profondo. Col che le splendide pause d'oblio della notte diverrebbero superflue. E però le Agenzie di stampa salutano questo surrogato del sonno come un successo. Complimentandosi perché così si potrebbe «mantenere il nostro cervello sempre al top, anche quando magari i mille impegni della giornata ci fanno perdere ore preziose di sonno vero». E invece, se confermata, l'invenzione proprio perciò dovrebbe dirsi una catastrofe.
Come è infatti evidente a chiunque abbia una qualche esperienza della vita, la più parte dei cervelli «al top» risultano molesti a se stessi e agli altri. Incarnano sovente un tipo umano senza mai pace, che inventa danni e rimedi in spirali iperattive senza fine. Come le suocere insonni per complicare a tanti poveretti l'indomani, i capiufficio anoressici e mai paghi, i politici in logorrea e le altre molte anime in pena che complicano i sonni di chi senza di loro dormirebbe tanto volentieri.
Quella provvidenziale barriera che evita insomma alle manie più stremanti di dilagare cederebbe. Il contagio della frenesia, che ammala il mondo, l'incapacità di perdere tempo persino nel divertimento, non avrebbero più pausa o conforto. Quel chiudersi degli occhi, il respiro che s'allenta, la fantasia che rapisce a perdersi, si lascia andare, e così, finalmente, separata dall'ansia della vita si perderebbe. E perché? Per occuparci nei nostri lavori sempre più vaghi o in divertimenti più faticosi del lavoro. Si dovrebbe rinunciare al sonno per allungare le ipnosi delle tv, le ginnastiche dimagranti, le vacanze recitate, o i libri da leggere solo per ridere? Ma quale istante è migliore di quello svanire di tutto che toglie l'anima alle frenesie cumulate in un giorno? Svanite in quell'onda che porta al sogno e quindi finalmente all'oblio del corpo.
E invece no. Dovremmo rinunciare a questo grande risanante mistero per stare ancor più con la mente in un corpo che dà tanti guai a chiunque? E dunque come sarebbe stato più saggio non aver inventato il Viagra, lo stesso direi per la macchina del sonno. La quale, mi si replicherà, potrebbe giovare però ai malati di insonnia. Il che io negherei. Se infatti essi difettano di sonno, come potrebbero essere guariti da ancora meno sonno, e più stress. Perché di questo si tratta. Né conforta che siano degli scienziati italiani fuorusciti a lavorare per l'invenzione di questa macchina. Le agenzie ne sono entusiaste. E invece allo scrivente, caro lettore, la notizia pare solo una conferma della nostra decadenza. Perché fino a pochi decenni fa, forse ancora solo negli anni prima dell'Euro, noi si era noi in Italia maestri nell'arte del vivere, che è ritmo, armonia della pausa. E invece ora non vediamo i guasti che questa invenzione, che sarebbe la fine di ogni ritmo, può fare. Si pensi soltanto ai guai che fa il governo Prodi, pur dormendo, e s'immagini quanti altri ne potrebbe fare di peggio, avesse il tempo per farli pure la notte.
Geminello Alvi