«Ci voleva un centravanti»

Giovanni Porcella

Enrico Preziosi ha parlato di momento drammatico del Genoa ed è impossibile dargli torto. Lui non si immaginava di affrontare una situazione come quella che ha portato ai play off il Grifone, figuriamoci i tifosi. Ma se i rossoblù hanno il sedere per terra non significa ancora che il patatrac irreparabile sia stato completato. Ci si aggrappa a questo. Tocca a Vavassori che ritrova una squadra in uno stato peggiore, fisico e mentale, di quella che aveva lasciato a Perotti, cercare di arrivare secondo e preparare gli spareggi che possono, anzi devono, centrare la promozione in serie B per non gettare ombre sinistre sul futuro perché Preziosi che ha chiesto una tregua a tutti oltre ad assumersi eventualità sulla crisi rossoblù ha anche detto che si metterà in discussione con le conseguenze del caso.
Niente processi, congeliamoli pure, ma ora dal prato verde è lecito aspettarsi dei risultati diversi dagli ultimi che hanno fatto precipitare la situazione. Il presidente che ha accettato le dimissioni del direttore Angelo Fabiani prenderà la situazione in mano in prima persona. Niente deleghe a nessuno. D’altronde anche Fabiani, preso di mira da molte fette dello stadio, ha alcune responsabilità non da poco che lui stesso, dopo aver gettato la spugna, ha riconosciuto: «Gli errori si fanno, è inevitabile. Quello più pesante è stato il mancato arrivo di un centravanti». Lopez infatti è una seconda punta e comunque al di là del fatto che sia un talento o un elemento modesto, qui sembra un pesce fuor d’acqua. E senza l’uomo gol non si fa strada.
Intanto dopo la sberla e le polemiche, la voglia di remare tutti nella stessa direzione c’è, a parte una cospicua parte della gradinata Nord che è decisa ad andare avanti nella contestazione alla società, ma c’è da credere, propensa anche nello stare vicino ai giocatori nelle partite decisive ben oltre questa stagione. Per questo la dirigenza e la squadra hanno bisogno di appoggio e tranquillità perchè nessuno dovrà avere alibi da sbattere sotto il muso di chiunque in caso di fallimento. Insomma è vietato, a tutti, giocare sulla pelle del Genoa che ce la può ancora fare. Un pareggio a Teramo contro una squadra che se perde non entrerà nei play-off garantirà il piazzamento migliore per giocarsi un poker di finali per centrare l’obiettivo che verrebbe spostato solo di un mese più avanti rispetto al previsto anche perché i sei punti in meno in classifica obiettivamente pesano. Ma anche questo poteva essere messo in conto in questa pazza stagione che però non è ancora archiviata come rovinosa. Costa poco crederci.