Ci vorrebbe ancora Govi per descrivere Arenzano

Date a Cesare quello che è di Cesare ... ovvero non tutto il male vien per nuocere!
- Tae sentiu che le cheitu u Gambin?
- Mi nu ... ee ... u se faetu maa?
- Cose tae capiu ... gan levou a fiduccia ... u nu l'è ciù sindacu!
- Alua sa l'è cuxì ... magari u sou meitava ...
E se ci fosse Gilberto Govi probabilmente direbbe: «che facce giggia, che facce!»
Sono almeno trent'anni che ci sono «loro» a governare Arenzano... se escludiamo la parentesi Masella che non ha certo lasciato segni positivi del suo passare anzi...: nel 1990 ci ha «costituito» la Porto s.p.a. (Dio solo sa quanto ci è costata e dalla quale i cittadini hanno spesso dovuto difendersi); nel 1992 ha «licenziato» un piano regolatore da oltre 600.000 mc.; ma prima e dopo solo giunte di sinistra o di sinistra-centro ed il motivo del contendere sempre lo stesso: il Piano Regolatore! Quando a fine 1994 il Prg è tornato dalla Regione, ridimensionato a poco più di 100.000 mc. e corredato da 22 pagine di prescrizioni, Masella era in scadenza di mandato e la pratica è passata alla giunta Ambrogio insediata nel maggio 1995, mentre la delega alla pianificazione urbanistica viene affidata ad Alessandro Tommaselli: uno dei nostri che vuol bene ad Arenzano, possiamo stare tranquilli! Dopo oltre due anni di lavoro del pull di architetti, l'assessore annuncia di aver recepito ed inserito nel Prg tutte le prescrizioni della Regione, contenendo i volumi edificatori dentro i limiti indicati: immediata la reazione dei compagni di palazzo, Tommaselli viene defenestrato e sostituito. Dopo accurata «rivisitazione» la giunta Ambrogio consegna alla Regione un Prg da oltre 300.000 m.c.! Nel maggio del 1999 viene eletto il Sindaco Gambino, tra i primi atti della Sua Giunta vi è l'approvazione della pianificazione di Terralba, il progetto del marchese viene illustrato dall'assessore Vernazza il quale, rispondendo agli interventi contrari di molti consiglieri, ebbe ad affermare: non possiamo non approvarlo «è un atto dovuto»! Alcune indagini svolte successivamente hanno creato molti dubbi che fosse davvero un atto dovuto... ed il marchese, provvisoriamente latitante, cedette il permesso a costruire alla Parodi/De Rege e fu così che nacque Borgo Tinto: Gambino non ha proprio alcuna ragione per lagnarsene... la concessione l'ha dato proprio Lui! Ma torniamo al Prg che rimane in Regione fino al 2001 ed ancora una volta restituito al Comune osservato e ridimensionato nei volumi (circa 194.000 mc.). Il Comune che fa? Ricorre al Tar ed incarica lo studio di architettura Sibilla di redigere una variante generale al Prg allo scopo di reintrodurre i volumi cassati dalla Regione. La variante viene presentata in consiglio comunale nel luglio 2003 ed approvata solo da 11 consiglieri presenti, alcuni dei quali consapevoli di trovarsi in conflitto di interesse: questa volta sono i consiglieri di minoranza a rivolgersi al Tar che accoglie il loro ricorso giudicando nulla la delibera stessa. Negli ultimi tre anni, sul Prg adottato, vengono dati molti nuovi permessi a costruire; l'appetito però continua a crescere e si lavora alacremente a nuove ipotesi di varianti che danno luogo a liti e tensioni nel «governo» di Gambino perché non riescono trovare un consenso unanime: le stesse aspettative di Masella, passato a pieno titolo in maggioranza dopo essere partito dall'opposizione, restano probabilmente deluse. Ma veniamo agli ultimi avvenimenti. La presenza di troppi cantieri sul territorio mettono in allerta i cittadini che si organizzano spontaneamente in comitati, proponendo esposti agli organi sovracomunali preposti ai controlli. In alcuni casi questi intervengono, emettendo provvedimenti e destando evidenti preoccupazioni alla Giunta che predispone una «variante di blocco» per il territorio della Pineta e di Cantarena.
L'assessore Cinzia Damonte descrive la proposta di variante alla terza commissione ed alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza chiedono di estendere il provvedimento a tutto il territorio: la richiesta non può essere accolta perché non troverebbe l'unanimità della maggioranza. L'avvocato Roberto Damonte, egli stesso convocato nella commissione, spiega che il blocco riguarderebbe i permessi a costruire futuri mentre non interrompe la validità di quelli già concessi: come dire che si propone di chiudere la stalla a buoi scappati! La sinergia che si è creata per liquidare la Giunta di Gambino è stata del tutto casuale: l'obiettivo era condiviso ma le motivazioni decisamente molto diverse. Ai sei consiglieri di Arenzano Insieme (che sono gli stessi che hanno fatto il ricorso al Tar nel 2003 contro la variante) va riconosciuta la pervicacia manifestata sempre in difesa del territorio, contro la cementificazione speculativa, in favore dei piccoli proprietari, delle opere pubbliche, ecc... non spetta certo a me spiegare le ragioni dei cinque consiglieri di maggioranza. Tuttavia oggi abbiamo la garanzia del commissario prefettizio, che certamente vale molto di più della variante di blocco, ma al quale verrà chiesto comunque di adottarla, e, fra circa sette mesi, i cittadini di Arenzano saranno chiamati a scegliere nuove persone al governo del paese... speriamo che questa volta scelgano bene!
Socio fondatore di Arenzano Democratica
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