Ci vuole un coraggio da Zalone (Checco) per ridere di Misseri

«Il confronto con Fiorello? Non ci ho pensato perché non mi aspettavo la domanda», scherza Checco Zalone nello studio della Fiera Milano City da dove venerdì 2 e 9 dicembre andranno in onda le due serate del Resto Umile World Show, aggiornamento per la televisione del tour autunnale. «Fiorello è il numero uno, fa ascolti stratosferici e non vi dico come sono contento... Ma no, siamo pure amici. La sua caricatura di La Russa è bellissima. Lui però non sa dire tutte le parolacce che dico io. Però ha una capacità di rapportarsi agli ospiti che io non ho. E ha un’altra cosa che io non ho: gli ospiti». Luca Medici è in gran forma, galvanizzato dal successo «da rockband» ottenuto dalla tournée. Ma in realtà, nelle due serate di Canale 5, ospiti ne sono previsti parecchi, da Laura Pausini a Giorgio Albertazzi, da Al Jarreau a Claudio Bisio, da Rocco Papaleo a Daniele Silvestri, da Al Bano a Kekko dei Modà. Per capire meglio cosa fa Checco, però, si torna a parlare di Fiorello. «Propongono due show molto diversi, sia nel linguaggio sia nel pubblico al quale si rivolgono», interviene Alessandro Salem, direttore generale Mediaset. «Fiorello fa il varietà alla sua maniera, cioè alla grande. Zalone ha un linguaggio più contemporaneo, fa uno spettacolo provocatorio, con le caricature. Che, caso mai, si avvicina allo show di Maurizio Crozza», peraltro suo concorrente nella serata di venerdì.
Del tour di partenza rimane l’impronta dell’umiltà, contraddetta dalla dimensione mondiale annunciata nel titolo. «Un ossimoro», direbbe Nichi Vendola con la sua esse blesa, cavallo di battaglia di Zalone. Il paradosso grottesco, infatti, spunta ad ogni momento. Come quando si rivolge al nuovo premier: «Uno se ha i soldi non lo dichiara... Perché, sa signor Monti, l’evasione è anche una questione di timidezza». Rispetto al tour, però, Zalone ha inserito nuove idee, «anche coraggiose», e nuovi personaggi. Come quello di Michele Misseri, protagonista involontario della spettacolarizzazione della tragedia, che comparirà nella veste di «un concorrente di Cotto e Mangiato che cambia idea ogni due secondi sugli ingredienti. Sì, è un personaggio rischioso, ma non farò riferimenti al fatto delittuoso. Sarà un modo per tentare una satira sociale sulla tv che si concluderà con La strana famiglia di Giorgio Gaber». L’altro intoccabile scomodato è Roberto Saviano. Checco si passa la mano sulla pelata pensosa mentre mostra tre fotografie di belle ragazze utili a introdurre il tema dei «rifiuti a Napoli». Ovvero quelli che lui stesso continua a ricevere dalle sue coetanee. Youma Diakite, invece, la curvilinea valletta che lo affiancherà, intervisterà i giovani cervelli che vanno all’estero alla maniera di Giulia Innocenzi, mentre Zalone-Santoro si aggira per lo studio con la mano sul mento. Spazio anche per la maschera di Renzo Bossi, facile bersaglio di tante gag. Come pensi che sarà questo spettacolo, gli chiede Zalone. «Uno spettacolo da vedere». Ok Renzo, ma dammi un aggettivo... «Vedere».
Insieme al pezzo forte di «Maremoto a Porto Cervo», con la presa in giro di cantanti e cantautori, solerti nella beneficenza per terremotati, e un Al Bano inaspettatamente goliardico, il personaggio più amato da Zalone è quello di Vendola che incontrerà i bambini di Canale 5. «Buonasera individui ascrivibili a quella fascia che va dalla neonatologia all’infanzia scolarizzata».
Alla fine non sarà uno show raffinato né uno spettacolo di satira militante, ma una serata per divertirsi senza troppi retropensieri. Arrivederci alla serata di venerdì, quella nella quale Zelig ha mietuto record di ascolti. A Mediaset, però, dichiarano che non si aspettano di bissarli e di accontentarsi del 22 per cento, tra 5 e 6 milioni di telespettatori. Scaramanzie.

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