Da ciabatta da lavoro a mocassino, le tappe della calzatura pratica

Inizia nel 1932 la fortuna del mocassino o «loafer», prodotto negli USA dalla famiglia Spaulding e ispirato a comode calzature indossate dai produttori lattiero-caseari norvegesi ritratti da un servizio del magazine Esquire.
Considerata inizialmente una ciabatta - bastava infilarla, non richiedeva alcun appeal né chissà quale portafoglio - fu in seguito «elevata» da Fred Astaire, che la indossò per ballare il tip tap col frac, e, negli anni Cinquanta, dagli studenti americani delle preparatory school (vi inserivano il famoso penny come portafortuna). I mocassini arricchiti di nappe o frange realizzati a partire dagli anni '70 vanno di moda ancora oggi: Alberto Moretti propone modelli in canvas sia questa che la prossima estate, Santoni in suede con le nappine di coccodrillo o lucertola. Car Shoe presenta la driving boat arricchita alla base della tomaia da un profilo bianco a contrasto, mentre nel 2015 spazio al classico mocassino in vitello rivestito da una speciale gommatura impermeabile e con fondo a gommini in materiale trasparente. Fratelli Rossetti attende il lancio della Brera Sport, il mocassino con i fiocchetti vestito di una comoda suola in gomma. Spazio infine a tante slippers (Alberto Guardiani), modello ideale per tutte le occasioni perché unisce le caratteristiche di una sneakers e quelle del fratello mocassino (lavoro, aperitivo, viaggio).