Ciad: battaglia a N'Djamena "Il Sudan aiuta i ribelli"

Violenti combattimenti nella capitale. Oltre 400 stranieri portati in Gabon: 21 sono italiani. Il presidente Deby resiste ma si rifugia nella base francese. Aerei e elicotteri del Sudan appoggiano i ribelli vicino al Darfur. Sospeso il dispiegamento del contingente Eufor. <a href="http://www.skylife.it/html/skylife/tg24/mondo.html?idvideo=62038" target="_blank"><strong>Guarda il video</strong></a>

N'Djamena - Si fa sempre più grave la crisi in Ciad. Si è combattuto tutto il giorno nella capitale N'Djamena teatro da sabato di una violenta battaglia fra le truppe governative del presidente Idriss Deby e forze ribelli provenienti dal Sudan.

Controffensiva con gli elicotteri Fonti militari hanno detto che elicotteri dell'esercito ciadiano sono riusciti a decollare e hanno aperto il fuoco sulla zona dalla quale sono stati uditi i tiri di cannone e di carri armati. Sempre secondo la stessa fonte gli elicotteri si sono alzati dalla base militare ciadiana all'aeroporto di N'Djamena dove si trova anche la base francese del dispositivo Epervier. Si sono levati anche dei Mirage francesi che stanno sorvolando la capitale lanciando 'esche' per evitare di essere presi di mira da terra. Fonti militari hanno aggiunto che gli elicotteri hanno anche attaccato una colonna di ribelli ciadiani che stavano cercando di raggiungere la zona della radio, nella parte sud orientale della città.

"Il presidente Deby nella base francese" Gli scontri seguono una notte che era stata relativamente tranquilla rispetto ai duri combattimenti di ieri. "Da venerdì sera abbiamo offerto a Idriss Deby aiuto per lasciare il Ciad se avesse capito che la sua vita era in pericolo e che doveva andarsene, ma lui ha rifiutato", sostengono i ribelli, "la proposta di aiuto é sempre valida". Il presidente ciadiano Idriss Deby avrebbe lasciato il palazzo della Presidenza per rifugiarsi nella base militare francese che ospita il contingente 'Sparviero'. Lo scrive la Misna, l'agenzia missionaria, in base a informazioni dei media ciadiani, che nelle ultime ore hanno cominciato a utilizzare toni sempre più ostili nei confronti dei militari francesi colpevoli, a dir loro, di star appoggiando il presidente in carica. La Misna scrive inoltre che i combattimenti in città proseguono, i ribelli, che in mattinata hanno ricevuto i rinforzi da Sud, sarebbero riusciti a mettere in fuga militari governativi da un importante accampamento militare, costringendoli a ripiegare verso la base francese. La stampa locale conferma inoltre l'abbattimento di almeno un elicottero governativo entrato in azione questa mattina. Il mezzo sarebbe caduto nella zona dell'Ippodromo.

Morti nelle strade A N'djamena intanto proseguono le operazioni di evacuazione dei cittadini stranieri ancora bloccati nella capitale. Numerosi cadaveri sarebbero riversi nelle strade di N'djamena. "Gli addetti alla sicurezza che stanno provvedendo all'evacuazione di chi è rimasto in città hanno parlato di centinaia di cadaveri. Non si capisce se sono militari, ribelli o semplici civili" dice la fonte della Misna. Centinaia i feriti.

Ucciso il comandante dell'esercito Il capo di stato maggiore del Ciad, Daud Soumain, è stato ucciso durante i combattimenti in corso. Lo ha confermato il ministro della Difesa francese Hervé Morin. Ieri notizie provenienti da N'Djanema avevano parlato della morte di Soumain in scontri a Massaguet.

Aerei del Sudan in appoggio ai ribelli Velivoli del Sudan - precisamente elicotteri e Antonov dell'esercito di Khartoum - stanno appoggiando l'avanzata dei ribelli nel Ciad che oggi hanno attaccato la prefettura di Adré, nell'est del paese alla frontiera con il Sudan. Lo ha dichiarato il prefetto della regione di Adré. Fonti militari ciadiane hanno detto di aver respinto un attacco di ribelli contro Adré, una delle principali città dell'est, al confine con il Darfur sudanese. I ribelli, ha detto alla Reuters il colonnello Osman Omer, erano sostenuti da combattenti della milizia a cavallo sudanese dei janjaweed e da elicotteri delle forze armate del Sudan. I Janjaweed sono accusati di essere responsabili dei più gravi massacri nel Darfur.
Proprio oggi il governo di Khartoum ha negato di aiutare i ribelli ciadiani: "Non stiamo aiutando i ribelli. Non abbiamo alcun legame con loro. I ribelli sono partiti dal Ciad orientale per marciare sulla capitale", ha detto il portavoce del ministero degli esteri sudanese Ali al-Sadig.

Distrutti Radio nazionale e il mercato ll grande mercato di N'Djamena e la Radio nazionale sono stati distrutti da saccheggi e incendi. Lo hanno detto testimoni. "Il mercato pubblico è stato in parte incendiato durante la mattinata in seguito a un colpo di cannone di un elicottero (delle forze armate ciadiane) che mirava a dei ribelli", ha detto un testimone. "Questo principio d'incendio ha seminato il panico, poi la folla è tornata a saccheggiare tutto il mercato, uno spettacolo desolante", ha aggiunto il testimone. Un altro testimone ha detto che anche la radio nazionale è stata saccheggiata e distrutta dalla folla. Fino a metà mattina, un carro armato delle forze governative presidiava il palazzo della radio, ma poi si è ritirato perché aveva finito le munizioni. A quel punto i ribelli si sono impadroniti dell'edificio, che poi hanno abbandonato. "E' stato in questo momento che la folla si è precipitata e ha saccheggiato i locali, spaccando le attrezzature di trasmissione, rubando i computer", ha detto un responsabile dell'emittente, che è ormai fuori uso.

Stranieri trasferiti a Libreville, in Gabon: 21 sono italiani
Aerei da trasporto dell'esercito francese hanno trasferito circa 400 cittadini stranieri da N'Djamena verso Libreville, in Gabon, nel corso della notte. Lo ha reso noto lo stato maggiore dell'esercito francese a Parigi. Sulla base dell'accordo tra il ministero tra Farnesina e le autorità francesi, sono stati evacuati anche 21 italianii residenti a N'Djamena che avevano chiesto di lasciare il Paese. Sono nella base francese di Libreville, dove sono stati raggiunti dall'ambasciatore italiano in loco per fornire loro l'assistenza necessaria. Rimangono ancora alcuni connazionali nella capitale e nel resto del paese. La Farnesina, in stretta collaborazione con il ministero della Difesa, continua a monitorare l'evolversi della situazione, che nella capitale rimane critica.

Stop al dispiegamento del contingente Eufor Il dispiegamento della forza europea Eufor in Ciad e Centrafrica è "sospeso fino a mercoledi" prossimo a causa dei violenti combattimenti che da tre giorni scuotono il paese. Lo ha dichiarato il ministro francese della Difesa, Hervé Morin. Già venerdì scorso con l'avanzata dei ribelli verso la capitale erano stati rinviati tre voli della forza militare europea diretti a N'Djamena, che dovevano trasportare soldati austriaci e una cinquantina di soldati irlandesi. "Il dispiegamento delle truppe e dei mezzi deve avvenire nella situazione di massima stabilità e sicurezza", avevano dichiarato da Bruxelles fonti dell'ufficio dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana