Ciad: i ribelli si ritirano Migliaia di civili in fuga

Migliaia di civili fuggono da N’Djamena, sconvolta dalla battaglia di sabato. I ribelli: ritiro strategico prima dello scontro finale. Il governo: sono stati sconfitti. Continua l'evacuazione degli stranieri

N’Djamena - Migliaia di civili stanno fuggendo dalla capitale del Ciad, N’Djamena, dopo la battaglia infuriata per due giorni. I ribelli hanno lasciato nella notte la capitale, N’Djamena, in circostanze che ancora non sono chiare. I ribelli affermano che si tratta di un ritiro strategico per permettere la partenza dei civili prima della battaglia decisiva, ma il governo sostiene che i ribelli sono stati scacciati con una controffensiva condotta con tank ed elicotteri. "L’intera N’Djamena è sotto controllo governativo e questi mercenari pagati dal Sudan sono stati dispersi", ha detto ieri sera il ministro degli Interni Ahmat Mahamat Bachir alla radio francese Rf1.

L'esodo Migliaia di civili hanno lasciato il Ciad diretti nel vicino Camerun. Un portavoce dell’Alto commisariato Onu per i rifugiati, Elena Caux, ha precisato che il ponte che collega la capitale del Ciad alla città di Kousseri, in Camerun, è stato riaperto ieri, precisando di aver ottenuto le informazioni sui flussi di civili in fuga dalla prefettura di Kousseri. "Ci hanno detto che sono migliaia i ciadiani arrivati", ha aggiunto Caux. Un altro portavoce dell’Unhcr, Ron Redmond, ha precisato che il flusso "prosegue anche questa mattina". "Ci attendiamo che arrivi molta più gente" a Chari, a ovest di N’Djamena, ha proseguito Redmond. Secondo Redmond, la Croce Rossa del Camerun ha riaperto un vecchio centro di accoglienza a Kousseri per assistere i profughi. Un piccolo gruppo dell’Unhcr è atteso sul posto in giornata, in arrivo da Yaoundé, capitale camerunese.

L’assedio di N’Djamena ha costretto le Nazioni Unite a ritirare tutto il personale del Ciad, impegnato nella zona orientale del paese nell’assistenza ai profughi sudanesi in arrivo dalla confinante regione del Darfur. "Siamo molto preoccupati" per i 240mila sudanesi ospitati nei campi sfollati, se il blocco della capitale dovesse continuare, ha concludo il portavoce dell’Agenzia dell’Onu.

Voli della speranza Un aereo con a bordo 363 cittadini stranieri evacuati dal Ciad è giunto oggi all’aeroporto parigino di Roissy-Charles-de-Gaulle. Si tratta del secondo volo giunto in Francia da Libreville, in Gabon, prima tappa dell’evacuazione degli stranieri presenti a N’Djamena. Il primo aereo è atterrato a Roissy nella tarda serata di ieri con 202 cittadini stranieri a bordo, di cui 130 francesi, accolti dal ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e dal suo collega alla Difesa, Hervé Morin. Delle 363 persone sbarcate oggi a Parigi, 205 sono francesi. Sono "poco meno di 300" i cittadini stranieri ancora in attesa di essere evacuati da N’Djamena, mentre 839 sono stati trasferite in Gabon. È quanto ha fatto sapere oggi lo Stato maggiore dell’esercito francese. Gli aerei messi a disposizione dall’esercito francese hanno effettuato dieci voli tra la capitale del Ciad e Libreville.