Ciaikovski preferisce il sintetizzatore

Un palco open immerso nei nostri tempi globalizzati e una scena innovativa che preserva la memoria puntando su classici e tecnologia. Fari puntati sulle aree geografiche più dinamiche del Mediterraneo (Israele, Libano, Palestina e Turchia) e dell’Asia (India, Cina, Giappone), perché la cultura diventi davvero un ponte di pace e dialogo. La XXII edizione del Romaeuropa Festival non smentisce la sua vocazione di meeting cosmopolita. E con occhi aperti alle novità propone un cartellone di danza, musica, teatro, letteratura, performance e arti visive in linea con i fermenti internazionali: 27 spettacoli per 170 artisti da 19 Paesi, in scena da ieri al 15 dicembre sui maggiori palcoscenici. Dal teatro Olimpico al Palladium, passando per Auditorium Parco della Musica e Conciliazione, Brancaleone e Officine Marconi, megaspazio d’archeologia industriale alla Romanina.
È toccato all’eclettico Edouard Lock, coreografo canadese nato a Casablanca, tra i più osannati per le sue collaborazioni con David Bowie e Frank Zappa, inaugurare ieri al teatro Olimpico la rassegna. Il coreografo ha proposto Amjad, pezzo ispirato agli aulici balletti Lago dei cigni e Bella addormentata fissati nella memoria collettiva grazie alle note di Ciaikovskij, qui rielaborati con innesti di musica contemporanea di Gavin Bryars, David Lang e Blake Hargreaves. Il festival diretto da Monique Veaute e Fabrizio Grifasi prosegue con le performance di strada di un altro artista del Quebec, Paul André Fortier il quale in Solo 30x30 da domani all’8 dicembre danzerà in piazza San Lorenzo in Lucina. Da Vancouver arriva sulle punte l’ex prima ballerina di William Forsythe, Crystal Pite, e dal Tel Aviv approda a Roma Emauel Gat, astro nascente della danza che rivisiterà in chiave salsa la Sagra della Primavera. Tra gli appuntamenti clou anche Alessandro Baricco e il suo Moby Dick (in scena con Stefano Benni, Paolo Rossi e Clive Russel), la Cambogia dei Khmer rossi rievocata nella danza sofferta dei sopravvissuti con Ong Keng Sen, l’omaggio alla tradizione del tamburo (taiko) e della spada (katana) giapponesi di Chanbara, e un concerto del cinese Dan Tun alla testa dell'orchestra Nazionale di Santa Cecilia. Info: 800.795.525.