Ciaikovskij e la rivoluzione del linguaggio pianistico

Parata di stelle del firmamento pianistico all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel mese di febbraio. In ordine di apparizione, dopo il giovanissimo Rafal Blechacz, e prima di Louis Lortie, Krystian Zimerman, Lars Vogt, Stefano Bollani e Maurizio Pollini, arriva domani (Sala Sinopoli ore 20.30) Yefim Bronfman, uzbeko, emigrato in Israele a 15 anni, e infine negli Stati Uniti, dove risiede dal 1989. Potente ed elegante interprete del repertorio in prevalenza romantico e tardo romantico, il suo tocco si fa ancora più incisivo e tagliente alle prese con le pagine del ’900. Il programma della serata sicuramente metterà in evidenza le doti straordinarie di questo magnifico pianista allievo di Rudolf Firkusny, Leon Fleisher e Rudolf Serkin, assai richiesto dalle più grandi istituzioni internazionali. Nel concerto ceciliano Bronfman passerà dal già maturo Beethoven delle 32 Variazioni in do minore al giovane e indiavolato Prokofiev della Sonata n. 2, per poi rendere omaggio a Schumann nel bicentenario della nascita con il meraviglioso Carnevale di Vienna e concludere con la Sonata per pianoforte op. 37 di Ciajkovskij, di rara esecuzione ma sorprendente per il nuovo linguaggio che il compositore riesce a inventare per questo strumento, un linguaggio del tutto diverso dalle sue più celebri pagine sinfoniche. Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 20.30, Yefim Bronfman pianoforte.Trentadue variazioni in do minore WoO 80 Schumann Carnevale di Vienna op. 26 Prokofiev Sonata n. 2 op. 14 Ciaikovskij, Sonata op. 37.