Ciak, dal cabaret di Zelig al giallo americano

Il via con Franco Neri in ottobre. Ritorna Bergonzoni

Ferruccio Gattuso

Dare un'occhiata alle ramificazioni della Officine Smeraldo Holding è un po' come guardare l'albero genealogico dei Cesari dell'antica Roma: teatri sparsi per l'Italia, discoteche, sistemi di biglietteria elettronica. Insomma, una benevola «Spectre» dello spettacolo che include, tra gli storici spazi milanesi, il Teatro Ciak. La stagione 2005/2006 è bell'e pronta, il cartellone è fresco di stampa e la sensazione è che ormai il rilancio del palcoscenico voluto da Leo Wachter sia un dato di fatto. Dal prossimo autunno gli spettatori potranno avvalersi di intelligenti possibilità di scelta all'interno dei programma dei tre teatri principali cittadini, e cioè lo Smeraldo, il Ciak e il Nazionale. Una card ricaricabile - la «Jay Kay» - permette di avere sconti del 10 per cento su tutti gli spettacoli (informazioni al sito www.officinesmeraldo.it). L'opzione «Saltelli» dà poi la possibilità di confezionarsi un abbonamento su misura: si sceglie posto in teatro, quanti (5,8,10) e soprattutto quali spettacoli vedere. Astuzie da fidelizzazione, ma non solo: tra Smeraldo, Nazionale e Ciak l'impresa di casa Longoni sfoggia grafici dalle cifre sorridenti, e allora tutto questo sembra una chance offerta a chi ama il palcoscenico per assicurarsi una stagione all'insegna del divertimento. Dunque, il Ciak: il teatro di via Sangallo da ottobre a maggio raccoglie spettacoli di diverso genere, con un occhio particolare, per ovvie ragioni storiche, al cabaret. La stagione si aprirà l'11 ottobre all'urlo di Franco... Oh Franco!, l'eroe calabrese dal colesterolo a mille che ha volto e battute di Franco Neri. Il ritorno storico è invece quello di Alessandro Bergonzoni, santone del non-sense che, dopo lunga assenza da via Sangallo, porta il suo rutilante monologo intitolato Predisporsi al micidiale, ovviamente da seguire in religioso silenzio per il semplice fatto che ridere a una battuta comporta perderne un paio successive. La carrellata di cabarettisti di casa Zelig sta tutta nelle facce da schiaffi di Raul Cremona (dal 13 dicembre) con Hocus Molto Pocus, show nel quale rivivranno personaggi come il maschilista Omen e Silvano il mago di Milano, Antonio Cornacchione (dal 4 aprile) con il suo immancabile fazzoletto da lacrima facile in Povero Silvio, e Flavio Oreglio (dal 4 maggio) con Siamo una massa di ignoranti: parliamone, sequel di Il momento è catartico, grande successo della scorsa stagione. Professionisti della risata sono anche Max Pisu (dal 19 aprile) con Autogrill - show nel quale il comico milanese accoglierà ospiti improvvisati e celebri, a seconda della serata - e il «fondamentalista napoletano» Simone Schettino (dal 14 febbraio). Tra le cosiddette «nuove leve», l'abbondante e simpaticissima Geppi Cucciari, anche lei volto ormai noto di «Zelig», con «Full Metal Geppi» (dal 7 marzo), monologo sulle difficoltà meneghine di una «tipica bellezza sarda». Presenza importante, con uno spettacolo il cui titolo è ancora da definire, è anche quella di Paola Cortellesi (dal 17 gennaio). Infine, al Ciak è previsto un'importante addio e un benvenuto: il primo è quello del Rocky Horror Show (dal 3 novembre), lo storico irriverente musical di Richard O'Brien che offre le ultime repliche prima di un lungo silenzio, il secondo è quello di Forbici Follia (dal 31 gennaio) versione italiana diretta da Gianni Williams della piéce di culto americana, da 25 anni ininterrottamente sulle scene, miscela di generi, dalla commedia brillante al giallo (la storia parte da un omicidio in un salone di parrucchiere), al dramma, all'interazione col pubblico.

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