Cialtrone Cofferati disse: «Mai in Europa»

«Se andassi in Europa potreste dire che sono un ciarlatano». Parole di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, ex segretario della Cgil conosciuto come «il cinese». Lo disse in conferenza stampa il 9 ottobre quando dichiarò che rinunciava a correre per la seconda volta all’incarico di sindaco. Lo dichiarò spiegando che la sua scelta era stata dettata da esigenze familiari: troppo distante Bologna da Genova per uno che ha voglia di fare il padre a tempo (quasi) pieno e che sogna di potersi trasferire a Genova per dedicarsi a figlio e compagna. Scelta applaudita da tutti, «ma guarda un po’ che persona seria, rinuncia alla poltrona per dedicarsi alla famiglia. Roba d’altri tempi, certi uomini sembravano non esistere più» fu il giudizio espresso quasi all’unisono. Invece, rieccolo. Sergio Cofferati lascia sì Bologna, le due torri, i tortellini, le lasagne e i tagliatelli. Ma con destinazione Bruxelles, parlamento europeo, la Grand Place, birra trappista e cioccolato fine. Altro che Boccadasse e i mandilli al pesto. Quelli ci saranno, ma nel fine settimana.
«Sindaco ci manderà una cartolina da Bruxelles?» gli chiesero i giornalisti il 9 ottobre. «Il problema non è quello, non ve la mando neanche da Roma. Sa andassi a Roma sarei io cialtrone e io non sono un cialtrone», perché Roma è ancora più lontana di Bologna da Genova, motivò il «Coffe». E siccome (...)