Ciampi: «Addolorato e commosso» Bondi: «Un episodio gravissimo»

Nato a Latina nel 1945, era stato per sei anni parroco nella chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio a Roma. La madre temeva per la vita del figlio

da Roma

Don Andrea Santoro è già un eroe della religione e un martire, nei commenti dei politici. Il suo assassinio suscita grande allarme e preoccupazione come segnale d’intolleranza e fanatismo. «Addolorato e scosso» si dice il presidente Ciampi, mentre Pier Ferdinando Casini sottolinea come «purtroppo il nome di Andrea Santoro si aggiunge ai tantissimi eroi dimenticati della Chiesa italiana, che come volontari hanno perso la vita nei luoghi più disagiati del mondo».
«Profondamente turbato e sgomento» è il leader dell’Unione Romano Prodi, convinto però che, «anche in questo tragico momento, non sia smarrito l'impegno per una convivenza pacifica tra popoli e fedi diverse, nel ripudio di ogni fanatismo».
Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, parla di «episodio gravissimo che impone una riflessione profonda sul pericolo che l'incendio appiccato dal fondamentalismo religioso si propaghi nel mondo».
È una «manifestazione di barbarie che va combattuta e sconfitta», afferma il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa. Il ministro di An Gianni Alemanno, chiede che le istituzioni europee «pretendano dalla Turchia un immediato chiarimento dell'avvenuto e la punizione esemplare dei responsabili di questo omicidio».
Alfredo Mantovano di An, chiede all’Ue di preoccuparsi di questi fatti più che delle polemiche sull’equilibrio tra libertà di stampa e rispetto della religione. Ma la vicenda «non autorizza generalizzazioni o reazioni xenofobe». Eppure, urla di rabbia e grida «bastardi» vengono dai giovani leghisti a congresso, che apprendono la notizia dall'eurodeputato Matteo Salvini. Don Santoro era laziale ed era stato parroco nella capitale. E tra i primi commenti ci sono quelli del sindaco di Roma, Walter Veltroni, del presidente della Provincia, Enrico Gasbarra e di quello della Regione Lazio, Piero Marrazzo.