Ciampi all’ex re afghano: «Aiuta Clementina»

«Profonda apprensione per questa detenzione prolungata»

da Roma

Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, dicendosi profondamente preoccupato per la volontaria Clementina Cantoni, 32 anni, rapita a Kabul tre settimane fa, ha chiesto ieri in un messaggio all'ex re afghano Mohammad Zahir Shah, che ha trascorso un lungo esilio in Italia, di intervenire per tentare di ottenere il rilascio della milanese. «Desidero esprimerle la preoccupazione di tutti gli italiani per la sorte di Clementina Cantoni. Questa detenzione prolungata suscita in me profonda apprensione», scrive il capo dello Stato all’ex sovrano, sottolineando che «ogni giorno che passa accresce l'angoscia dei familiari e di tutti coloro che si sentono solidali con la giovane rapita».
«Questi sentimenti motivano il mio appello affinché ella voglia interporre la sua autorevolezza per ottenere che Clementina venga restituita al più presto ai suoi cari. Sono certo - aggiunge Ciampi - che un suo intervento possa sostenere gli apprezzati sforzi del governo afghano e l'impegno personale del presidente Hamid Karzai per conseguire una pronta liberazione della nostra connazionale». Ciampi ricorda all’ex re che la volontaria milanese «svolgeva con generosità in Afghanistan la sua missione al fianco dei deboli e dei bisognosi». La giovane si occupava in particolare dell’assistenza alle vedove e agli orfani. Le vedove hanno organizzato a più riprese manifestazioni per chiedere il rilascio dell’italiana.
L’ultima dimostrazione per Clementina si è svolta ieri sera. Un gigantesco falò è stato acceso dalla popolazione di Kabul: un «faro della speranza» come è stato definito dalle autorità cittadine. Per la giovane, rapita il 16 maggio nella capitale afghana, i cittadini hanno acceso sulla collina accanto allo stadio di Kabul «il fuoco della speranza per la sua liberazione», ha detto il portavoce del ministero afghano degli Interni, Lutfullah Mashal.
«Abbiamo parlato proprio oggi coi rapitori che ci hanno per l'ennesima volta dato assicurazioni sulle buone condizioni di salute di Clementina: l'unica sua vera preoccupazione è di essere un ostaggio». Lo ha detto ieri Lutfullah Mashal, portavoce del ministero degli Interni, il quale ha commentato anche le differenti valutazioni tra il suo ministero e quello degli Esteri sulle trattative coi sequestratori. «Siamo noi - ha affermato - che teniamo i contatti con Timor Shah (il capo dei rapitori, ndr), non il ministero degli Esteri. Abbiamo un canale privilegiato».
Responsabili dell’Onu hanno firmato ieri una petizione che chiede il rilascio della giovane. Domenica la madre di Clementina, Germania, si era appellata alle madri dei sequestratori chiedendo che intervenissero sui loro figli: «Chiedete loro, vi supplico col cuore insanguinato, di restituirmi mia figlia». Un appello, l’altroieri, era arrivato anche da papa Bendetto XVI.