Ciampi ancora infuriato per l’attacco della Lega

Anche Berlusconi si schiera col capo dello Stato e pensa a un vertice di maggioranza

Massimiliano Scafi

da Roma

Telefona Roberto Maroni, che chiede scusa e cerca di «chiarire l’equivoco». Arriva Beppe Pisanu, che si presenta sul Colle in esplicita missione diplomatica. Chiama, da Gleneagles, pure Silvio Berlusconi, che si dice amareggiato e «dispiaciutissimo» per le contestazioni dei tre euroleghisti, «sbagliate nella forma e nella sostanza». Ma per il Quirinale stavolta non si può proprio fare finta di nulla. L’incidente non è affatto superato, spiega infatti Carlo Azeglio Ciampi ai suoi interlocutori, perchè il «danno al Paese» è stato molto grave.
Il colloquio tra Berlusconi e Ciampi è «lungo e cordiale». Il premier, come ha già fatto a caldo, dopo aver parlato dell’agenda del G8, prende nettamente le distanze dalla gazzarra organizzata dal Carroccio a Strasburgo e rinnova al presidente «stima», «amicizia» e «vicinanza». Il capo dello Stato apprezza le parole del Cavaliere, lo ringrazia per l’appoggio e si dichiara confortato per le reazioni di affetto e di sostegno registrate in Italia. Però, insiste, la ferita resta aperta, il malumore profondo, l’amarezza pesante. Sul momento, Ciampi è sembrato non dar peso alla cosa, ha aspettato con pazienza che in aula tornasse la calma, ha detto che «nei Parlamenti le interruzioni non sono una novità». Ma lo ha fatto, raccontando, per non aggiungere danno a danno, per salvare l’istituzione della presidenza della Repubblica, per non trascinarla in una polemica davanti a tutta l’Europa.
Però, «in cuor suo», Ciampi è davvero «addolorato» e «preoccupato per i riflessi internazionali» di quella contestazione. Adesso, questo è il suo pensiero, i deputati di 24 Paesi della Ue potranno tornare a casa pensando che in Italia ci sono delle forze politiche che non solo attaccano pubblicamente il capo dello Stato, e passi, che non solo vogliono uscire dalla moneta unica per tornare alla lira, ed è un’assurdità, ma che addirittura chiedono, gridandolo nel Parlamento europeo, la secessione. Per l’immagine del Belpaese il colpo è devastante, tanto più in questo momento in cui i nostri conti pubblici vengono sottoposto a un attento esame da parte delle istituzioni comunitarie. E il tutto poi in pieno G8.
Preoccupazioni condivise anche da Berlusconi. Il Cavaliere, che si considera pure lui danneggiato dalle intemperanze leghiste, non a caso ha affidato a Giulio Tremonti l’insolito compito di riprendere con durezza il Carroccio. Acque agitate dunque nella Cdl, che cerca di circoscrivere l’episodio. Ma il presidente del Consiglio pensa già a un vertice di maggioranza.